Negozianti e ristoratori: «Per noi è un disastro»

7 Marzo 2020

Commercio e attività ricettive in ginocchio: «I clienti cancellano le prenotazioni» Tiberio (Confcommercio): zero incassi. Legnini (Confesercenti): è un dramma

CHIETI . «Da questa settimana è una continua cancellazione di prenotazioni». Commercio teatino in ginocchio per il coronavirus. Mariachiara Bocassini, gestore del Nuovo Albergo allo Scalo, lancia l’allarme: «Se va avanti così non resistiamo». Bocassini gestisce anche il ristorante annesso all’albergo: «È tutto fermo. Nessuna delle prenotazioni per la festa della donna è stata confermata. Forse staremo chiusi», dice l’imprenditrice che fa parte anche del Consiglio nazionale dei giovani imprenditori di Confcommercio ed è rappresentante regionale dei giovani albergatori di Federalberghi. «Al momento sono stati sospesi alcuni pagamenti, ma non possiamo versare tutto il primo maggio, dopo che non abbiamo né lavorato né incassato. Sarebbe auspicabile invece», conclude l’imprenditrice, «che le misure attivate nelle zone rosse siano estese a tutto il settore del turismo».
Il blocco dell’università paralizza soprattutto lo Scalo. Federico Di Girolamo, titolare del locale scalino Primo tazze e stozze, accusa il colpo: «Con la chiusura dell’università è dura per noi», dice, «per il resto non credo che tra la popolazione ci sia molta paura. Le misure governative sono molto pesanti: noi abbiamo dovuto annullare tutte le serate che siamo soliti organizzare».
Danilo D’Urbano, titolare del Gran Caffè D’Urbano allo Scalo, gestisce anche il bar interno al campus dell’ateneo: «Lo teniamo aperto giusto per garantire il servizio ai dipendenti dell’ateneo, ma gli incassi sono minimali. Dieci giorni così, dopo il mese di febbraio in cui generalmente si lavora meno, rischiano di metterci davvero in crisi». Quanto allo storico bar scalino, «finora c’è stato solo un leggero calo, ma la decisione di chiudere le scuole ha contribuito ad allarmare la popolazione. Anche noi abbiamo annullato gli appuntamenti di musica e spettacolo. Per l’8 marzo facciamo solo un menù a tema. Anche se le prenotazioni scarseggiano».
E ulteriori conferme arrivano dalle associazioni di categoria: «È un disastro», sbotta la presidente provinciale di Confcommercio, Marisa Tiberio, «chiaramente è prioritaria la salvaguardia della salute, ma qui bisogna aprire una terapia intensiva anche per le imprese. Dallo scorso fine settimana nei negozi non entra più nessuno. La sera chiudiamo con incasso zero o vicino allo zero. Ed è così ovunque, da Milano a Palermo», continua Tiberio che fa parte anche del direttivo nazionale dell’associazione dei commercianti. «Anche come Federmoda, di cui sono responsabile provinciale, stiamo predisponendo iniziative per chiedere ai fornitori la proroga dei pagamenti di fine mese. Stessa iniziativa rivolta ai proprietari degli immobili per il pagamento dell’affitto».
Sulla stessa lunghezza Confesercenti, che analizza uno scenario molto complicato: «La situazione è drammatica», conferma Lido Legnini, direttore regionale di Confesercenti, «limitando lo spostamento delle persone si colpisce al cuore proprio commercio, turismo e servizi. Bar e ristoranti ne risentono soprattutto se sono fuori dai centri urbani». Infine conclude, anche dando dei numeri: «Credo che per loro il calo si possa attestare tra il 70 e l’80%. Molto consistente è anche il calo per tutto il settore no-food. Tutto bloccato per il turismo. La situazione è davvero molto critica». (cr.ch.)
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