Nel calendario i simboli dell’Arma

Carabinieri, il colonnello Calabrò presenta l’edizione 2017 da collezionare
CHIETI. «Si tratta di un calendario che raccoglie i simboli dell’Arma, ridisegnati attraverso diversi stili artistici dal 1814 ad oggi. Personalmente sono legato a due simboli in particolare: la carabina, da cui deriva anche il nome dei carabinieri, e la bandoliera, un accessorio al quale mi sento molto vicino».
Con queste parole il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Luciano Calabrò, ha presentato ieri mattina la nuova edizione del calendario storico dell’Arma. Una presentazione che viene fatta in contemporanea in tutta Italia, a partire dall’appuntamento clou che si è tenuto presso l’aula magna della Scuola ufficiali carabinieri di Roma, alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del capo di stato maggiore della Difesa Claudio Graziano e del comandante generale dell’Arma Tullio del Sette.
Le tavole del calendario, ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo, sono state presentate al pubblico insieme ai temi della nuova edizione dell’Agenda, dal conduttore televisivo Massimo Giletti. Il tema del Calendario 2017 è incentrato sui “Simboli dell’Arma”, che sono la rappresentazione visiva dell’essenza dell’istituzione. Essi si susseguono nelle tavole mostrandoci i diversi stili con cui l’arte grafica si è evoluta nel tempo, a partire dall’anno di fondazione del corpo, il 1814. Per l’Arma l’appuntamento annuale rappresenta un momento di condivisione della propria storia e dei propri valori con la cittadinanza e di maggiore vicinanza e apertura verso la popolazione.
Il calendario, divenuto ormai un oggetto di culto, ha raggiunto una tiratura di 1.300.000 copie, di cui quasi 10.000 in altre lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco e arabo), indice sia dell’affetto di cui gode la Benemerita, sia del valore dei suoi contenuti, che ne fanno un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, a testimonianza del fatto che “in ogni famiglia c’è un carabiniere”.
Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora è stato puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dei carabinieri, scandendo, attraverso queste, l’evolversi della stessa storia d’Italia. (a.i.)

