Nel weekend negozi aperti «Ora possiamo rialzarci»

I commercianti confidano nella corsa ai regali per recuperare gli incassi persi Domani si accendono alberi e luminarie: «Così le strade sono più accoglienti»
CHIETI. Tutto pronto in città per il primo fine settimana di shopping natalizio in zona arancione. Dopo i primi tentennamenti dovuti alla confusione normativa, in città hanno riaperto tutti i negozi cercando di recuperare il tempo perduto. «Visto che nei fine settimana i centri commerciali sono chiusi, speriamo che si possa approfittare dei nostri negozi», dice Donatella Guardiani, titolare della profumeria di viale Croce allo Scalo. La profumeria è rimasta aperta anche in zona rossa, «ma stare in negozio è stato soprattutto una noia, perché non veniva nessuno». Allo Scalo, davanti alla chiesa del Santissimo Crocifisso, è apparso l’albero di Natale fatto installare dal Comune. Ci sono anche le luminarie che saranno accese domani per contribuire a rendere la città più accogliente. «L’albero fa simpatia», dice Valerio Ammirati, titolare del negozio di abbigliamento di viale Abruzzo, «ma è difficile riportare il clima natalizio vero e proprio: ristoranti chiusi, divieto di fare feste e ancora tanta paura in giro non aiutano». Anche per Luca Lancioni, titolare del negozio Civico 45 di viale Abruzzo, «sarà un Natale sottotono: pochi soldi, poca gente in giro e divieti di assembramento. Quest’anno saranno in pochi a comprare il tipico “pensierino” natalizio». Chi inizia ad avvertire un po’ più di movimento in giro è Marzia Calcagna, la titolare del Gran Caffè Cigno in piazzale Marconi: «Anche solo con il servizio di asporto», dice, «noi cerchiamo di mettercela tutta per venire incontro alla clientela. Da qualche giorno c’è un po’ più di movimento in giro e anche noi addobberemo a festa il nostro bar, sebbene non possiamo ancora riaprire in maniera completa». Per i negozi che hanno potuto ripartire solo da questa settimana, la speranza è che comunque gli affari tornino a decollare, «ma la prima cosa è sempre la salute e il rispetto delle regole», sottolinea Carmine Di Cicco, dell’omonimo negozio di abbigliamento, «speriamo che si torni a lavorare come prima e anche che lo Stato ci dia il sostegno promesso. Certo è che psicologicamente è molto dura. Dopo il primo lockdown mi ero ripreso a fatica, questa seconda zona rossa per me è stata davvero una botta più forte della prima». Hanno riaperto grazie al passaggio in zona arancione anche le sorelle Cristina e Valentina Di Paolo, del negozio di abbigliamento Dress Up di viale Croce: «Il periodo è una incognita», dicono, «noi siamo comunque ottimiste e siamo convinte che la gente ha voglia di tornare a festeggiare il Natale, anche se magari non ci sono tanti soldi da spendere come negli anni scorsi». L’estetista Manuela Tacconelli del centro estetico di via Padre Valignani solleva, invece, il problema degli spostamenti da un comune all’altro e chiede aiuto alle istituzioni perché si possa permettere di attraversare i confini comunali senza problemi.
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