«Nell’ospedale vogliamo servizi»

26 Aprile 2017

Guardiagrele. I consiglieri di minoranza: dalla Regione soltanto chiacchiere

GUARDIAGRELE. Si tornerà a parlare del futuro dell’ospedale di Guardiagrele, nell’incontro convocato dall’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci per il 19 maggio nella sede pescarese della Regione, al quale sono stati invitati a partecipare l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Simone Dal Pozzo, i capogruppo del consiglio comunale e i componenti della commissione comunale sanità. La convocazione della riunione - che inizialmente era prevista per oggi - ha destato comunque le perplessità dei consiglieri comunali Donatello Di Prinzio, Sandro Salvi e Flora Bianco del gruppo “Progetto per Guardiagrele”, che sono scesi in campo per ricordare soprattutto che sulla apertura annunciata da Paolucci con toni trionfalistici per il prossimo 2 maggio dell’“Ospedale di comunità” presso la struttura guardiese, è doveroso fare chiarezza.

«Come ha dichiarato Paolucci nel suo comunicato», osservano i consiglieri comunali, «si tratta di una struttura sanitaria che non è un ospedale e, pur essendo utile alla comunità, non rappresenta una adeguata risposta alla domanda del territorio. I 20 posti letto previsti, a fronte del bacino di utenza, sono infatti davvero poca cosa. Inoltre», continuano Di Prinzio, Salvi e Bianco, «va precisato che gli altri 80 posti letto residenziali annunciati, in realtà, comprendono anche gli attuali ospiti già presenti nella struttura ospedaliera e si configurano, più che come luoghi di cura, come luoghi di assistenza, gestiti per lo più da personale infermieristico».

Secondo i consiglieri comunali di “Progetto per Guardiagrele”, i vertici della sanità abruzzese farebbero quindi bene a eliminare gli annunci e i toni polemici che fanno riferimento al Piano sanitario 2010, demonizzato e non annullato, per tornare con i piedi per terra. «Dovrebbero infatti ricordare», sottolineano i consiglieri Di Prinzio, Salvi e Bianco, «che negli ultimi 2 anni, Guardiagrele ha vissuto lo smantellamento dei servizi funzionanti fino al 2015. Oggi così, si ritrova con la Radiologia funzionante dalle ore 8 alle 14, il sottoutilizzo della Tac, il Pronto soccorso trasformato in Ppi, il laboratorio analisi ridotto ad un punto prelievi e, per ultimo, con il servizio dialisi sospeso. Non è tempo quindi di fare selfie sulle macerie del nostro ospedale», concludono i consiglieri, «ma bisogna subito ridare allo stesso i servizi tolti, per tutelare la salute dei cittadini guardiesi e di quelli di tutte le altre località del comprensorio».

Giovanni Iannamico

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