Nelle fabbriche i posti a rischio sono 500

5 Maggio 2021

Si apre la trattativa per evitare i licenziamenti alla Pilkington e alla Denso, gli esuberi arrivano sul tavolo del ministro Orlando

SAN SALVO. Il 2020 era stato per le industrie del Vastese un’incognita a causa della frenata del mercato automobilistico. Il 2021, poi, è diventato l’anno della grande crisi: dopo i 300 esuberi alla Pilkington ne spuntano fuori altri 200 alla Denso. La crisi dell’automotive influisce negativamente su tutto il settore metalmeccanico e il rischio licenziamenti si allarga a macchia d’olio: 500 lavoratori mandati a casa dai due colossi industriali di Piana Sant’Angelo significherebbero altrettanti posti in meno nell’indotto locale e altro un migliaio considerando anche la Val di Sangro. I sindacati si preparano alla vertenza e invocano piani di investimento per fronteggiare la crisi.
Il momento è delicatissimo per San Salvo, Vasto e il Vastese. «Ho appreso», dice il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, «dalla direzione aziendale e dalle organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm e Fismic della rsu della Denso che è stato presentato il piano di esubero che colpirà il 20% della forza lavoro. Duecento dipendenti accompagnati alla pensione e agli esodi incentivati. Un duro colpo per il nostro territorio considerando che fa il paio con quanto potrebbe accadere anche alla Pilkington». Magnacca esprime «preoccupazione» per i lavoratori: «Come per tutte le altre emergenze che hanno interessato le sorti delle nostre famiglie», dice, «seguirò da vicino l’evolversi della situazione nel dialogo con le sigle sindacali e la direzione aziendale della Denso per fare quanto sarà necessario per ridurre l’impatto economico e sociale per San Salvo e i comuni del nostro territorio».
Dopo la conferma che anche sulla Denso sta per abbattersi la mannaia degli esuberi, i rappresentanti del Pd lanciano un appello al senatore Luciano D’Alfonso e al ministro del Lavoro, Andrea Orlando.
I sindacati annunciano nuovi incontri con i vertici Pilkington e Denso ma i lavoratori ma le famiglie hanno paura. La stessa paura che, nel 2006, portò migliaia di lavoratori del comparto metalmeccanico a bloccare la Trignina per protesta.
«Le preoccupazioni espresse per la Pilkington ora raddoppiano con Denso», afferma il direttore dell’AssoVasto, Giuseppe La Rana, «deve essere per tutti il momento della collaborazione, dell’impegno e della resilienza ma sopratutto della responsabilità. Le preoccupazioni ci hanno indotto a rafforzare le interlocuzioni con la Regione al fine di attivare le procedure attuabili e programmare per tempo misure straordinarie. Attendiamo a breve anche un nuovo volto per la Zes che unitamente alla progettualità portuale, farà da apripista per un nuovo corso industriale del territorio».