«Nessun appalto alla ditta sotto accusa»

CASACANDITELLA. Un certificato rilasciato dal Comune di Casacanditella e datato 2 ottobre 2017. C’è anche questo documento nell’elenco degli atti che potrebbero far cadere le accuse su Giuseppe D’Ange...
CASACANDITELLA. Un certificato rilasciato dal Comune di Casacanditella e datato 2 ottobre 2017. C’è anche questo documento nell’elenco degli atti che potrebbero far cadere le accuse su Giuseppe D’Angelo, il sindaco del paese finito agli arresti domiciliari per 23 giorni e indagato per presunta corruzione nell’inchiesta sugli appalti dell’Unione dei Comuni delle Colline teatine. Quel certificato sarebbe decisivo secondo la difesa di D’Angelo, affidata ad Antonio Luciani (foto), avvocato e sindaco di Francavilla: contiene l’elenco delle gare d’appalto bandite dalla Centrale unica di committenza per il periodo che va dal 2015 fino al 2017: da questo documento, dice la difesa nel ricorso in Cassazione, emerge che nessuna gara d’appalto sarebbe stata addomesticata per avvantaggiare l’imprenditore di Penne Sergio Giancaterino e il suo braccio destro Antonio Ruggeri. Dal certificato, dice la difesa, «si evince che la ditta di Giancaterino non era stata aggiudicataria di alcuna gara in quel periodo».
Le misure cautelari, eseguite il 27 settembre scorso dalla squadra mobile dell’Aquila, hanno riguardato oltre a D’Angelo, Giuseppe Venturini, 49 anni di Tagliacozzo, ex amministratore delegato del Consorzio acquedottistico marsicano, Antonio Ruggeri, 68 anni di Avezzano, l’uomo che vantava importanti conoscenze in Vaticano e rappresentava il collante fra i politici e gli imprenditori, Antonio Ranieri, 43enne dell’Aquila, geometra, ex responsabile unico del procedimento al Comune di Campotosto e impiegato in Regione, Paolo Di Pietro, 51 anni, dipendente Cam, ex vicesindaco di Canistro, e gli imprenditori Giancaterino, ed Emiliano Pompa, 40enne di Montorio al Vomano, della Porcinari costruzioni srl.
Le misure cautelari, eseguite il 27 settembre scorso dalla squadra mobile dell’Aquila, hanno riguardato oltre a D’Angelo, Giuseppe Venturini, 49 anni di Tagliacozzo, ex amministratore delegato del Consorzio acquedottistico marsicano, Antonio Ruggeri, 68 anni di Avezzano, l’uomo che vantava importanti conoscenze in Vaticano e rappresentava il collante fra i politici e gli imprenditori, Antonio Ranieri, 43enne dell’Aquila, geometra, ex responsabile unico del procedimento al Comune di Campotosto e impiegato in Regione, Paolo Di Pietro, 51 anni, dipendente Cam, ex vicesindaco di Canistro, e gli imprenditori Giancaterino, ed Emiliano Pompa, 40enne di Montorio al Vomano, della Porcinari costruzioni srl.

