Nessun colpevole per la morte dei Ricci

15 Aprile 2016

La procura chiede l’archiviazione del caso: chiarite le cause del decesso del marito Marco e della moglie Morena

CHIETI. Marco Ricci e Morena Capitanio nessun colpevole. La procura ha chiesto ieri mattina al gip, Luca De Ninis, di archiviare l'inchiesta per omicidio colposo di marito e moglie di Chieti Scalo deceduti, l'una dopo l'altro, a distanza di tre mesi, per cause rimaste a lungo misteriose. Ma dopo due anni di indagini tutto sembra apparire tragicamente più chiaro. Non ci sono responsabilità di altre persone. Né sostanze velenose, in particolare l’amanitina di certi funghi letali, sono tra le cause della morte della coppia. Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha chiusco il caso. Determinanti per la decisione del pubblico ministero sono stati la consulenza corposa e circostanziata del medico legale Cristian D’Ovidio e lo studio sul dna dei capelli di Marco Ricci eseguito a Pavia che ha escluso intossicazioni da funghi o da altre sostanze. In sintesi, la moglie Morena è morta per uno shock cardiaco; il marito invece per un’infezione post trapianto di fegato. Due lutti che colpirono molto l’opinione pubblica non solo di Chieti.

Lunedì 24 marzo del 2014, Marco Ricci, 48 anni, viene ricoverato nel reparto di terapia intensiva di Rianimazione del policlinico di Colle Ara con febbre alta, vomito e una grave gastroenterite. Il giorno successivo viene ricoverata, con i medesimi sintomi, la moglie di 44 anni Morena Capitanio e nello stesso giorno muore.

Le condizioni del marito rimangono gravissime per mesi. Trasferito all'Umberto I di Roma, Ricci viene sottoposto al trapianto del fegato. Siamo ad aprile di due anni fa: l'uomo non si riprenderà più. Morirà in rianimazione a Chieti il 22 giugno del 2014. La procura di Chieti, che aveva già aperto l’inchiesta per la morte della donna, deve quindi ipotizzare un duplice omicidio colposo, ed indaga anche sull’operato dei medici che avevano curato e trapiantato Ricci oltre che su un collegamento fra le due morti. Ma l’autopsia, fatta eseguire su Morena Capitanio, portò subito la Asl ad escludere qualunque rapporto tra i due eventi tragici. Il cuore della donna non aveva retto allo stress molto forte della malattia che aveva colpito il marito ricoverato in Rianimazione a Chieti. Il tentativo di salvare Marco Ricci dalla stessa sorte della moglie, sottoponendolo al trapianto, si rivelò però un insuccesso. L’uomo venne colpito da una infezione letale post trapianto non dipesa da una colpa medica. Così ha stabilito il medico legale nominato dalla procura. Ma che cosa aveva determinato, tre mesi prima, cioè all’inizio del calvario, l’intossicazione epatica a Ricci? In questo caso il ctu ha potuto solo fare delle supposizioni, procedendo per esclusione, perché la causa non era più verificabile. Ma attraverso il dna dei capelli dell’uomo è stato escluso l’avvelenamento da funghi o da altre sostanze tossiche. Nessuno ha colpe.