Nicola, sindaco dell’onestà La tua Chieti ti dice grazie

19 Aprile 2015

I personaggi della teatinità. Cucullo e i suoi tre mandati a Palazzo d’Achille Fece arrestare i politici corrotti ma quel giorno fu l’unico a non festeggiare

CHIETI. La vetrina dei personaggi teatini è oggi tutta per Nicola Cucullo, con la speranza che, nella struttura per anziani alle pendici della Maiella dove oggi si trova, gli possa giungere l'affetto e la riconoscenza dei suoi concittadini, tra i quali gode ancora massima stima.

Con Nicola Cucullo ho avuto una frequentazione intensa fin da quando era impegnato in solitarie campagne di denuncia del malaffare con l'affissione dei suoi articolati esposti sul tabellone in legno che aveva piazzato sotto i portici dell'allora Banco di Napoli. Erano gli anni 80. In una intervista gli contestai quella sua continua caccia ai mulini a vento. Non rischiava di apparire un velleitario Don Chisciotte? Mi rispose, sostenendo che prima o poi "le scandaloteche" dove finivano i suoi esposti dovevano essere aperte e che lui aspettava "sulla riva del fiume", forte della sua convinzione che "la goccia scava la pietra".

Allora nessuno poteva pensare che il suo destino fosse di diventare sindaco di Chieti e di rimanerci per ben tre mandati consecutivi, caso unico in Italia. Nicola Cucullo, scelse di candidarsi con l'allora MSI nel 1980 per combattere da dentro le istituzioni le sue battaglie contro la corruzione che denunciava soprattutto nel settore dei lavori pubblici di cui lui, geometra, aveva consolidata e diretta conoscenza. Da semplice cittadino aveva inoltrato più esposti alla magistratura, senza però mai avere alcun riscontro. Così decise di candidarsi e per portare avanti le sue battaglie in Consiglio comunale, fino a quando, nel dicembre del 1993, venne eletto sindaco.

La sua elezione fu certamente favorita dalla devastante tempesta che Tangentopoli aveva scatenato. In tutta Italia furono 44 i sindaci eletti del Msi Destra Nazionale. Cucullo però è stato l'unico a restare tanto a lungo al vertice di un capoluogo di provincia.

Il 3 febbraio del 1993 l'intera giunta comunale di Chieti finì in manette. Cucullo con le sue denunce aveva dato un determinante colpo per far crollare "il muro di connivenze e complicità" che esisteva in città da tanti anni. Ma in quella occasione scelse di non unirsi ai molti che andarono a festeggiare l'evento, stappando addirittura bottiglie di spumante, dinanzi al carcere di Chieti. E spiegò qual era la sua posizione: «Provai dolore per quella tragedia immane che finalmente veniva alla luce. Le azioni di quegli uomini politici le conoscevo bene e ormai ci avevo fatto il callo, dopo tante denunce, migliaia di denunce… Ma allora constatai la cattiveria inaudita del popolo, di un certo popolo, perché a stappare lo spumante fu la gente che aveva mangiato e bevuto con la Dc. C'era aria di vittoria, ma da parte mia soltanto amarezza».

Sono tanti gli episodi della sua vita di sindaco che meritano di essere ricordati. Ne propongo una rapida e per forza di cose incompleta sintesi.

Apertura dell'anno giudiziario del 1994: Cucullo vi partecipò con la fascia da sindaco. Come il cerimoniale prevedeva, dopo la relazione del Procuratore generale del tempo, Bruno Tarquini, veniva aperta e subito chiusa la discussione, ma Cucullo alzò il braccio per prendere la parola ed accusare d'inerzia, se non di complicità, la magistratura che per anni aveva ignorato quel che stava accadendo nelle pubbliche amministrazioni. Cucullo rischiò l'incriminazione per oltraggio, ma mi risulta che fu lo stesso dottor Tarquini a non volere questa svolta.

Nicola Cucullo rischiò a sua volta molto per una frase pronunciata nel corso di una cena che si svolse a Roma con tutti i 44 sindaci missini, frase raccolta e pubblicata dal giornalista Carlo Vulpio: «Hitler è stata la persona più intelligente del mondo ma i tedeschi, che pure sono una razza superiore, hanno sbagliato perché gli ebrei dovevano friggerli tutti». Cucullo dovette affrontare un processo davanti la Corte d'Assise di Milano, con l'accusa di apologia di fascismo e apologia di genocidio. Alla fine venne assolto, perché si capì che si trattava solo di una battuta detta in un momento particolare. Se ne convinse anche un giornalista di Der Spiegel che venne a Chieti per intervistare Cucullo. Lo accompagnai a casa sua, dove vide come viveva il sindaco di Chieti e si rese conto di quale fosse la sua indole. Alla fine scrisse un articolo che riconobbe al sindaco di Chieti uno stile di vita e di pensiero decisamente fuori dal comune. Infatti constatò che la porta della sua stanza era sempre aperta e che chi voleva parargli doveva farlo davanti a tutti i presenti. «Nella casa di tutti non possono esserci colloqui riservati o segreti», era la sua logica mai tradita. Con Cucullo poi sono stato protagonista di una trasmissione televisiva che ebbe grande successo, dove rispondeva alle istanze dei cittadini spesso risolvendo all'istante i problemi che gli venivano posti (aveva creato una squadra di operai di pronto intervento che chiamava le sue "truppe cammellate") e dove parlava dei fatti che accadevano, senza fare sconti a nessuno... Ma debbo fermare a questo punto, anche se ci sarebbero tanti altri episodi meritevoli di essere narrati. Vorrei però concludere dicendo che Nicola Cucullo ha ricevuto molto meno di quello che ha dato, alla sua città e alla politica stessa, e sperando che questa pagina possa per lui rappresentare un omaggio che in qualche modo possa ripagarlo. Grazie Nicolino.