Nicolai incanta la sua ex scuola

L’atleta al San Tommaso: «Qui piangevo sempre in portineria»
ORTONA. Un tuffo nel passato, nei luoghi della sua infanzia, per raccontarsi a duecento alunni in festa. La “Nicolai-mania” ad Ortona non si arresta e il vicecampione olimpico di beach volley a Rio 2016 continua ad essere osannato nella sua città. Ieri il gigante di 203 centimetri è stato ospite all’Istituto San Tommaso, dove lui è andato a scuola quando era un bambino che mai avrebbe immaginato di diventare un campione acclamato in tutto il mondo. Ad accoglierlo nel complesso di via delle Speranze, tra bandierine tricolore e applausi, c’erano circa duecento alunni dell’asilo e delle classi della scuola primaria, che hanno rivolto domande a tutto tondo al fuoriclasse del beach volley. La curiosità ha spinto i bambini a porre diversi quesiti a Nicolai, con il quale si è cantato l’inno d’Italia ed a cui è stato consegnata una finta fiaccola olimpica. La medaglia d’argento di Rio nonchè campione d’Europa in carica ha risposto alle domande dei piccoli intervistatori, sostenendo che il ricordo dei Giochi che più porterà con sè è quando è stato intonato l’inno di Mameli perché «ho capito di rappresentare l'Italia».
Personalmente non ha un rito scaramantico e prima della finale delle Olimpiadi ha scritto un messaggio alla famiglia, agli amici e alla fidanzata ringraziandoli della loro vicinanza. Al bambino che gli ha chiesto del suo rapporto con il compagno di squadra Daniele Lupo, ha sottolineato che in campo c'è il massimo rispetto, ma fuori dal rettangolo di gioco «siamo anche amici». E sul Nicolai alunno dell’Istituto San Tommaso, il campione ha svelato di avere tanti ricordi: «Piangevo sempre in portineria, ero un piagnone più che un monello». Ed ancora: «I miei hobby? Vado tanto al cinema, mentre il mio colore preferito è l’azzurro». Tra i difetti elencati quelli di essere un po’ pesante e testardo, i pregi invece «li faccio dire a qualcun altro». E poi all’atleta è stata fatta anche una domanda sulle Olimpiadi a Roma e così, parlando dal punto di vista esclusivamente sportivo, «mi piacerebbero i Giochi olimpici nella capitale». Infine come si vede Nicolai tra vent’anni? «Vorrei essere un dirigente sportivo o rimanere nel mondo dello sport». E a conclusione il campione ha scattato un selfie di gruppo insieme a tutti i bambini. (a.s.)
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