Nicolino D’Onofrio, il vescovo Forte benedice la tomba

26 Novembre 2021

Cerimonia al termine della ricognizione dei resti mortali Per il camilliano, morto 21enne, c’è la causa di beatificazione

BUCCHIANICO. Grande festa ieri a Bucchianico per la benedizione della nuova tomba di Nicola D’Onofrio, da tutti conosciuto come Nicolino D’Onofrio, dopo la ricognizione canonica dei suoi resti mortali che rientra nel processo di beatificazione seguito dalla postulazione generale dei Camilliani. «Nicolino D’Onofrio lancia un messaggio univoco e a gran voce a tutta la comunità cristiana e non», spiega l’arcivescovo della diocesi Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, «il suo messaggio di amore e sofferenza si rivolge a tutti i fedeli e non, ai malati e ai giovani».
«Nicolino D’Onofrio, nella sua breve vita ha dato esempio a tutta l’ umanità di un modello di vita che, a soli 21 anni, ha saputo dedicare amore e sofferenza, senza riserve, a Gesù», spiega padre Bruno, «Nicolino, camilliano, ha sentito subito il richiamo della vocazione sacerdotale e per la croce rossa portata sul petto da San Camillo e oggi, più che mai, riveste un ruolo centrale nella preghiera e nella fede di tutti noi, soprattutto dei malati. Noi lo preghiamo affinché possa essere accanto, e guidare nella luce di Dio, ogni uomo».
«Nicola era il fratello di papà, ha vissuto a Villamagna fino a 12 anni poi ha continuato la sua vita a Roma», ha raccontato Virginia D' Onofrio, nipote di Nicolino. «Il suo dolce sorriso, la sua bontà e la sua tolleranza, manifestata già da bambino, dai primi anni sui banchi di scuola, e l’accettazione della vita, con tutti i dolori e le gioie che ci regala, ci sostengono ogni giorno nella nostra fede e ci guidano nei momenti più bui», continua la nipote. «Per me, per noi della famiglia, è sempre stato “lo zio” anche quando la sua figura ha iniziato il suo viaggio per il mondo e la sua figura ha portato luce nella vita di tante altre persone», conclude la nipote che ieri ha assistito, insieme alla sorella Nicoletta e alla loro mamma Chiara, cognata di Nicolino D’Onofrio, e ai rappresentanti del mondo camilliano ed ecclesiale, alla cerimonia in forma molto intima della tumulazione delle sue spoglie nella cripta del santuario intitolato a San Camillo De Lellis.
Tantissimi i fedeli che, a seguire, hanno partecipato alla messa serale presieduta dall’arcivescovo Forte, animata dal coro della parrocchia San Nicola di San Salvo.
Alla celebrazione eucaristica hanno partecipato anche i primi cittadini di Bucchianico, Carlo Tracanna, e di Villamagna, Renato Giovanni Sisifo. Dopo la messa, in processione, si è tornati tutti insieme nella cripta del santuario dove si è svolta la benedizione della nuova tomba e i fedeli hanno potuto così porgere un saluto al giovane camilliano a cui i bucchianichesi sono molto affezionati.
La ricognizione canonica, parte del processo di beatificazione seguito dalla Postulazione generale dei camilliani, ha avuto inizio lo scorso 1° ottobre e vede anche la ristrutturazione dell’area, vicino alla cripta del santuario di San Camillo, in cui dal 1979 riposano le spoglie del giovane camilliano.
Un luogo che continua a essere meta di pellegrinaggio per molti giovani, che sempre di più vedono in lui un esempio e una guida. (d.z.)
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