Nido pubblico-privato 45 posti alla Sant’Andrea

27 Agosto 2018

La struttura sarà inaugurata mercoledì, le tariffe sono uguali a quelle comunali La dirigente D’Angelo del Comprensivo 1: «Per la città è una novità assoluta»

CHIETI. Per un asilo nido che non riesce ad aprire, ce n’è un altro che invece, a sorpresa, inizia le attività. E lo fa con una gestione completamente inedita. Si tratta, infatti, di una formula mista pubblico-privato, che intende venir incontro a tutte le esigenze delle famiglie.
E così, mentre il nido di piazza Carafa che il Comune ha realizzato con l’intento di affidarlo a Chieti Solidale resta ancora chiuso, la scuola Sant’Andrea mette a disposizione un nido da 45 posti che verrà inaugurato mercoledì prossimo. 35 posti sono già prenotati. Le tariffe sono uguali a quelle comunali, dunque piuttosto basse, e variano a seconda delle fasce di reddito. L’asilo sarà ospitato nella scuola di Filippone che fa parte dell’istituto comprensivo 1, diretto da Serafina D’Angelo.
«La casa dei bambini», spiega la dirigente, «nasce come progetto di continuità 0-6 anni con la sottoscrizione di un accordo tra la psicologa e psicoterapeuta sistemico relazionale Simona Malandra e il Comprensivo 1, da sempre promotore di ricerca e azione sul territorio». La Malandra è stata già titolare di un servizio di nido per 10 anni nella struttura pubblica di via Principessa di Piemonte.
«Lo spunto didattico e pedagogico del progetto», continua la preside, «abbraccia a tutto tondo le teorie montessoriane sia nella cura degli spazi adeguati alle diverse fasce d’età (0-12 mesi, 12-24 mesi e 24-36 mesi), sia nei materiali che negli strumenti di apprendimento in continuità didattica con metodologia della scuola “senza zaino” portata avanti dal Comprensivo 1 attraverso l’organizzazione spaziale dei gruppi di lavoro nelle “Isole”, lo sviluppo di un senso di appartenenza e più in generale in un’ottica di apprendimento relazionale, che si prende cura delle relazioni e dei contesti in cui si svolgono, siano essi tra alunni, tra alunni ed educatrici, che tra le educatrici».
In città un esperimento del genere non era stato mai tentato, come sottolinea la preside D’Angelo: «Questo nuovo concetto di intendere la l’infanzia per la città di Chieti rappresenta una novità assoluta; tant’è che il progetto ha l’ambizione di diventare una nuova frontiera educativa per l’infanzia attraverso il sistema integrato che risponde all’esigenza di promuovere una nuova idea dei servizi educativi. Occorre che essi escano dalla dimensione assistenziale a domanda individuale, per entrare a pieno titolo nella sfera educativa, superando la distinzione 0-3 anni e 3-6 anni. Rimangono, ovviamente, le differenze degli obiettivi pedagogici tra 0-3 e 3-6 anni, ma l’obiettivo è garantire continuità educativa, emotiva, relazionale e didattica».
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