Nido, stop dalla Soprintendenza Il Comune lo costruirà altrove

L’asilo La Campanella, chiuso per inagibilità, non può essere demolito perché ci sono i vincoli storici Il sindaco: pensavamo a un edificio nelle vicinanze dell’Hospice, ma lo faremo accanto allo Scientifico
LANCIANO. Sorgerà nel terreno accanto al liceo scientifico Galilei il nuovo asilo nido comunale La Campanella, chiuso per inagibilità nel 2015 e che ha ottenuto, assieme al nido il Sorriso di Marcianese, il finanziamento di 2.680.000 euro dai ministeri dell'Istruzione e dell'Interno. La nuova scuola doveva sorgere nello stesso posto della vecchia, in viale Marconi, ma ad interrompere bruscamente il progetto è stato lo stop dato dalla Soprintendenza che ha giudicato l'edificio di valore storico e che quindi non può essere demolito.
«Il bando a cui ha partecipato il Comune di Lanciano», spiega il sindaco Filippo Paolini, «per quelli che io chiamo gli arcani della burocrazia italiana, destina i fondi solo a edifici che possano essere abbattuti o ricostruiti ex novo, non è contemplata la ristrutturazione. Siamo quindi dovuti correre ai ripari cercando un'altra zona dove situare la nuova scuola che non abbiamo voluto spostare dalle immediate vicinanze del quartiere Cappuccini, così da mantenere il servizio che da anni è atteso dalle famiglie. Inizialmente avevamo pensato al terreno dietro lo stadio Biondi, nei pressi dell'Hospice», prosegue il primo cittadino, «ma c'erano problemi per una parte del terreno che appartiene alla Asl».
Il nuovo nido La Campanella beneficerà di uno stanziamento governativo di 1.300.000 euro. La vecchia sede, nel cuore del quartiere dei Cappuccini, è stata giudicata dalla Soprintendenza una testimonianza storica. Costruito nel 1930, l'edificio ospitava i bambini delle donne operaie nel vicino tabacchificio. L'azienda si occupava di pagare il servizio per accudire i neonati. Più recentemente la scuola era stata chiusa a inizio ottobre 2015 dopo che, a un sopralluogo da parte dei Comune, ci si era resi conto che un solaio era a rischio cedimento nella parte che ricade sui servizi, bagni e cucina. Il nido ospitava 22 bambini. La sua chiusura ha determinato un aggravamento della carenza di strutture pubbliche destinate ai più piccini.
«Mi domando cosa abbia impedito in passato alla vecchia amministrazione Pupillo e all'allora assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, interviene Paolo Bomba, assessore, «di chiedere il parere della Soprintendenza. La nostra volontà è ora quella di salvaguardare quella struttura, ma dovremo partecipare a bandi previsti dal Pnrr per la ristrutturazione di edifici pubblici, perché non abbiamo fondi da destinare a una ristrutturazione che è sempre più costosa rispetto alla realizzazione ex novo di un edificio». Trovata l'area si andrà avanti con il progetto di un nuovo asilo nido. «Il progetto è già pronto», prosegue Bomba, «perché il lotto è pressoché identico a quello dell'area di viale Marconi. Bisognerà solo dar seguito ai lavori».
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