Niente auto: polizia in ambulanza

3 Febbraio 2015

Due agenti di custodia portano un detenuto a Napoli con l’autolettiga

VASTO. Niente auto per due agenti di custodia del carcere di Torre Sinello incaricati di trasferire un detenuto. La paradossale vicenda è al centro di un intervento del Sippe, sindacato di polizia penitenziaria. «La spending review arriva anche nelle traduzioni dei carcerati», afferma il sindacato deciso a portare il caso a Roma. «Chissà cosa devono aver pensato i due agenti penitenziari del carcere di Vasto quando gli è stato ordinato di portare un detenuto in ambulanza senza l’ausilio della radiomobile per poi scegliere di rientrare in sede con la stessa ambulanza o con i mezzi pubblici». Secondo il Sippe i due agenti non solo avrebbero accompagnato con l’ambulanza civile il detenuto in un carcere napoletano ma, dopo averlo consegnato ai colleghi di Napoli, sarebbero stati costretti a dover chiedere un passaggio all’autista della stessa ambulanza. «Altrimenti sarebbero dovuti rientrare nel carcere di Vasto con il treno o con l’autobus e magari anticipando anche le spese del biglietto», si legge nella nota scdella sigla sindacale. A giudizio del segretario generale del Sippe, Alessandro De Pasquale, «non c’è da stupirsi considerando che un ex dirigente del Dap sarebbe stato accusato dalla Corte dei conti di danno erariale: si sarebbe messo in viaggio da Roma e verso Genova con due auto dell’amministrazione: una per sé e l’altra per il trasporto di bagagli, effetti personali e masserizie. La situazione appare paradossale», conclude De Pasquale, visto che c’è «chi svolge un servizio pubblico rischioso e si trova costretto ad attingere alle proprie risorse personali per adempiere al proprio dovere». (p.c.)

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