«Niente Bandiere blu? Le acque sono limpide non è colpa della Sasi»

Il neo presidente Basterebbe replica al Comune di San Vito «I depuratori funzionano. Pronte a partire altre dieci opere»
LANCIANO. I depuratori sequestrati, l’inquinamento del fiume Feltrino e dieci cantieri da aprire. Sono questi i primi punti di cui si sta occupando il neo presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe. Eletto la scorsa settimana Basterebbe, ex sindaco di San Vito e uomo del Pd che ha raccolto consensi anche da parte del centrodestra che ha eletto nel Cda l’ex sindaco di Castel Frentano Patrizia De Santis, è già a lavoro. «E non potrebbe essere diversamente», dice il neo presidente, «visto che ci sono problemi impellenti da risolvere. Primo tra tutti quello dei depuratori sequestrati». Prima di parlare degli impianti, però, Basterebbe fa una precisazione in merito alla sua elezione, avversata dal sindaco di San Vito Rocco Catenaro, che ne ha chiesto la revoca. Secondo Catenaro la nomina sarebbe illegittima perché assunta in violazione della legge 114 del 2014, che stabilisce il divieto di conferire a soggetti collocati in pensione, cariche in organi di governo di società controllate da enti pubblici, come è la Sasi. Carica definita anche inadeguata perché da amministratore Basterebbe avrebbe «indebitato le casse comunali». «In merito a questa accusa non replico», dice Basterebbe, «visto che a parlare è chi ha commissionato il quinto progetto del porto costato oltre 300mila euro. La mia elezione, invece, è legittima: anche Scutti era da tempo in pensione quando è stato nominato. È tempo di lavorare», volta pagina il presidente Sasi, «da sanvitese ho come obiettivo il risanamento del Feltrino e ho visto che ci sono grandi opere in cantiere in tal senso. In primis il depuratore nuovo in contrada Santa Croce. A settembre finiranno i lavori, ma è necessario avere le autorizzazioni per farlo funzionare: per questo abbiamo già inviato alla Regione la richiesta di autorizzazione allo scarico. Col nuovo depuratore a Lanciano, e migliorando quelli di Treglio e Frisa, entro il 2017 l’acqua del Feltrino dovrebbe tornare ad essere chiara. Ovviamente bisognerà anche controllare gli scarichi abusivi, vero danno per il fiume».
Poi c’è la questione dei depuratori. Dodici gli impianti tra Lanciano, Treglio, Rocca San Giovanni, Atessa, Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri sequestrati dalla Procura il 28 aprile 2015 perché giudicati sottodimensionati e mal funzionanti e perché scaricavano in mare e nei fiumi Feltrino, Sangro e Osento reflui con sostanze inquinanti. «Sto analizzando la situazione», spiega il presidente Sasi, «mercoledì e giovedì scorso il tecnico della Procura, Moscariello, ha fatto le verifiche di tutti gli impianti per vedere se i lavori sono stati fatti. La relazione è stata consegnata in Procura. Ci sono sindaci», sottolinea Basterebbe, «che stanno usando la questione dei depuratori come causa della mancata assegnazione della Bandiera blu della Fee. Nulla di più sbagliato. La qualità delle acque è eccellente ed è segno che i depuratori funzionano bene. Quindi è in altri parametri, come i servizi offerti, che i Comuni sono manchevoli. Certo, molto bisogna fare e si sta facendo. Ci sono dieci opere in appalto con i fondi Fas che possiamo far partire appena l’Ato ci consegnerà il 10 % dei 20 milioni finanziati. Le gare sono state fatte, solo quella per il depuratore a Villa Santa Maria è ancora aperta, e riguardano opere sulla depurazione e tre sulle reti idriche che saneranno molte situazioni». È il caso del nuovo depuratore da costruire a Fossacesia, che servirà anche Santa Maria Imbaro (sarà chiuso l’impianto sequestrato) e Mozzagrogna, degli impianti da fare a Villa Santa Maria, Fara e Gessopalena. Tra le opere sulla rete idrica importante è il potenziamento dell’adduttrice Casoli-Vasto.
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