Niente concorso, beffati 35 ausiliari Asl

Aspettavano da anni la gara per essere stabilizzati ma l’azienda attinge da Teramo. Nursing Up: dipendenti penalizzati
LANCIANO. Mancano 18 operatori socio sanitari nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Ma l’azienda, anziché reperirli con un concorso atteso da anni, li attinge dalla graduatoria della Asl di Teramo, che il concorso lo ha fatto mesi fa. Una scelta che non va giù al Nursing Up, sindacato degli infermieri. Sono assunti dalla Asl provinciale come portantini e ausiliari, ma ogni giorno svolgono mansioni superiori da operatore socio sanitario (Oss) negli ospedali di Lanciano, Atessa, Casoli e Vasto. Lo fanno da anni per garantire assistenza ai pazienti e in attesa del concorso che li possa stabilizzare e inquadrare con la mansione giusta. Sono 35 e credevano questa volta di avercela fatta. Ma non è così. «La Asl, dopo aver attinto come prevede la legge dalle graduatorie delle mobilità, per gli Oss doveva indire un concorso», spiega la referente regionale del Nursing Up Patrizia Bianchi, «concorso che era pronto. Ma, anziché procedere con la gara, l’azienda ha deciso di attingere 18 Oss dalla graduatoria della Asl di Teramo. Che ha bandito regolare concorso mesi fa e di cui è stata già pubblicata anche la graduatoria».
Oltre alla Asl termana, che ha “preso” i candidati dall’1 al 99, anche la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti ha attinto a quell’elenco. «In base ad accordi interaziendali che non sono passati sui tavoli sindacali», precisa Bianchi, «l’azienda teatina ha scelto di usare la graduatoria teramana lasciando così i 35 ausiliari strutturati, interni, con un pugno di mosche in mano e tanta rabbia. Non sapendo di questo accordo, che non era precisato nel concorso, non hanno partecipato al concorso di Teramo e sono rimasti in attesa di una gara nella propria Asl. Se l’azienda aveva fretta di agire poteva anche indire un avviso interno a cui avrebbero risposto coloro che avevano i titoli. Si fanno scelte a discapito di forze interne», sottolina Bianchi, «o ricorrendo alle esternalizzazioni, di cui chiediamo da anni i costi perché non sempre sono vantaggiose per l’azienda. Oltre al danno di vedersi contrattualmente penalizzati, i dipendenti subiscono anche la beffa di vedersi soffiare il posto di lavoro da personale esterno o che è in graduatoria in altre Asl».
Anche per l’azienda la scelta potrebbe, però, avere conseguenze negati: gli operatori, non inquadrati come Oss ma che ne svolgono i compiti, potrebbero fare vertenza per il riconoscimento delle mansioni superiori. «Dovevamo agire in fretta», spiega il direttore sanitario della Asl Vincenzo Orsatti, «servivano 18 operatori subito perché c’è la cessazione di 14 figure e perché è indicazione della Regione quella di ridurre il lavoro interinale entro il 2017. Fare un concorso per Oss ora avrebbe comportato tempi lunghi e migliaia di domande. Non sarebbe stato espletato subito e non avremmo rispettato l’accordo con la Regione. Teramo aveva già fatto la gara, poi la legge prevede gli accordi e così abbiamo fatto una scelta organizzativa interna, che non deve passare per il tavolo sindacale. Anche noi faremo il concorso per operatori socio sanitari», promette Orsatti, «nei primi mesi del 2018».
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