Niente ferie di Natale alla Sevel

Atessa, esplode la protesta dei dipendenti: «Abbiamo diritto a riposarci»
ATESSA . Un Natale a dimensione umana. È quello che auspica un gruppo di dipendenti Sevel che interviene sul mancato riconoscimento delle ferie natalizie. E come loro, a traino di un’azienda che macina record su record da qualche anno a questa parte, ci sono anche numerose fabbriche dell’indotto che contribuiscono ad aumentare la produzione dei furgoni mese dopo mese, ma che non hanno la forza operaia della Sevel e che sono costrette a far fare i salti mortali ai dipendenti pur di mantenere i ritmi imposti dalla fabbrica del Ducato. L’azienda ha concordato con i sindacati firmatari del ccsl (contratto collettivo specifico) la chiusura nei giorni 24 e 31 dicembre da coprire con i permessi (par) collettivi. Il 2 gennaio risulta inoltre giorno festivo perché è stato scambiato con la festa di San Leucio che cade l’11 gennaio. Ma non ci sono altri giorni di fermo.
«Dopo 53 sabati di straordinario e recuperi», si legge in un volantino a firma di un gruppo di dipendenti, «non pensate che gli operai abbiano diritto a un umano riposo? Con soli 4 giorni di ferie ci sarebbe stata una vacanza di 11 giorni, tale da permettere un riposo psico-fisico per tutti. Non pensate che gli operai si meritano dopo anni di record un Natale a dimensione umana da passare con i familiari? È già iniziato il mercato delle vacche su 27 e 28 dicembre e si preannunciano considerevoli assenze, quanti furgoni si pensa di fare in quei due giorni, più di 1.500? E 1.500 veicoli cambiano il bilancio di un anno? I vostri dipendenti valgono così poco?». «A settembre», spiega il volantino, «nonostante le fermate eravamo avanti con la produzione di 5.000 veicoli rispetto all’anno scorso, cosa avrebbe comportato la chiusura di 4 giorni, dato che avremmo fatto sempre più furgoni rispetto al 2017? E a chi giovano questi record? Sicuramente non agli operai che ricevono come premio un misero bocconotto». Il riferimento è al raggiungimento dei 6 milioni di Ducato prodotti, giorno in cui l’azienda ha donato a ogni dipendente un bocconotto per festeggiare. Critici i lavoratori anche sui sindacati: «Siete soddisfatti di questo spezzatino di ferie? Non servirebbe ogni tanto dire qualche no per avvicinarsi di più alle aspettative dei dipendenti?». Una stoccata anche alla Fiom: «Si ritiene un sindacato diverso, riuscirà a dire qualcosa tra un tavolo e l’altro?». (d.d.l.)
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