«Niente licenza, fallimento vicino»

8 Agosto 2015

Di Cicco Liquori: cause vinte ma le Dogane bloccano la produzione

MOZZAGROGNA. Tre operai licenziati, a un passo dal fallimento, la Di Cicco Liquori, stabilimento a Mozzagrogna e sede legale a Villa Santa Maria, vince cause e ricorsi ma ancora non riottiene la licenza. «Siamo disperati, ci sembra di vivere in un incubo dal quale non ci si sveglia mai», dice Francesco Di Cicco, amministratore dell’azienda. La storia inizia nel 2013 quando l’azienda non ha pagato “per crisi economica”, si legge nella sentenza favorevole del Tar, le accise dei prodotti per circa 311mila euro, offrendo comunque una polizza fideiussoria per 100mila euro e proponendo la rateizzazione per evitare la chiusura. L’Autorità delle Dogane, l’11 marzo 2014, revoca la licenza e mette sotto sequestro il magazzino nel quale c’erano 483mila euro di merce bloccata. Il Tar si è espresso a favore della Cicco: «Il comportamento delle Dogane non è affatto conforme ai principi di buona amministrazione e di proporzionalità degli atti sanzionatori, non avendo considerato che la sospensione prima e la revoca poi, comportavano solo effetti negativi, quali: la chiusura della ditta, il licenziamento dei dipendenti, la perdita documentata di ordini di acquisto merce e della clientela abituale, nonché la stessa possibilità di pagare i debiti fiscali all’Agenzia delle Dogane».

Anche il tribunale di Lanciano ha disposto la revoca del sequestro preventivo e l’immediata restituzione di tutte le merci e prodotti sequestrati. Ma ancora niente licenza per la Di Cicco. Recentemente l’avvocato dell’azienda, Carlo Dalla Vedova, di Roma, ha inviato una diffida all’Agenzia delle Dogane di Pescara a voler restituire alla Di Cicco dietro presentazione di una fideiussione di 50mila euro, la licenza fiscale di esercizio e ha invitato Direzione interregionale per il Lazio e l’Abruzzo dell’Agenzia delle Dogane, a «esercitare ogni consentito potere d’impulso e di controllo, onde assicurare che la sentenza del Tar Abruzzo sia eseguita in modo pieno a fedele». Intanto la Di Cicco è sull’orlo del fallimento.

Matteo Del Nobile

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