Niente medicina turistica, attacchi alla Asl

Vasto. Protestano maggioranza consiliare e sindaco di Casalbordino. Il dg Schael: a San Salvo c’è
VASTO. Tagli, accorpamenti, medicina turistica chiusa: la gestione della sanità nel Vastese scatena un uragano. Il Pd, insieme a gruppi politici Futuro e Sviluppo per Vasto, Avanti Vasto, Città virtuosa, Sinistra per Vasto, Filo comune e Moderati per Vasto, definiscono la mancata riattivazione del servizio di medicina turistica un grave colpo per la sicurezza di residenti e turisti. Il consigliere comunale Giuseppe Forte chiede le dimissioni del manager Asl Thomas Schael. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, assolve Schael da ogni responsabilità e punta il dito contro la politica. «È arrivato il momento», dice, «che i cittadini che quotidianamente protestano, si ricordino di quello che sta succedendo la prossima volta che vanno a votare. Il San Pio è alla mercé di pirati della sanità. Isserò sul San Pio una bandiera pirata», fa sapere il primo cittadino.
Il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, in una lettera indirizzata alla prefettura, alla Asl e alla Regione, dopo aver rimarcato che sia San Vito che San Salvo sono troppo distanti per risolvere le emergenze di Casalbordino, specifica: «Il Comune di Casalbordino si ritiene sollevato fin d'ora da qualsiasi responsabilità per incidenti o ritardi nei soccorsi e per qualsiasi tipo di rivalsa formulata da terzi». Critiche e proteste tuttavia non fanno cambiare idea a Schael che in una nota replica che Vasto, località turistica, per quanto affollata, dispone di un pronto soccorso e risulta sufficientemente attrezzata per rispondere anche alle esigenze dei villeggianti. Schael, poi prosegue: «Come convenuto anche con i sindaci durante l’incontro in prefettura, la carenza di medici e infermieri non permette più l’attivazione nei luoghi di vacanza di ambulatori che in passato si configuravano davvero come pronto intervento per codici bianchi e verdi, dalla puntura d’insetto al piccolo trauma al colpo di calore. Le tre postazioni estive attivate fino al 31 agosto (San Vito, Fossacesia, San Salvo) invece, sono finalizzate unicamente al trasporto, poiché non erogano prestazioni di tipo sanitario, prerogativa di professionalità sanitarie non presenti a bordo di queste ambulanze. Pertanto non rappresentano un’alternativa al pronto soccorso, né servono a decongestionarlo, perché comunque ugualmente lì approdano le persone che utilizzano tale servizio. Proprio in virtù dell’attività che svolgono, a sud è stata ritenuta strategica la sede di via Magellano a San Salvo, perché può raggiungere in un minuto la Statale 16, in 4 minuti l’autostrada A14, in 8 minuti il lungomare di Vasto e in 5 minuti la zona industriale. Tutte le tre postazioni di San Vito, Fossacesia e San Salvo sono comunque itineranti nel soccorso. Per tutte le altre esigenze dei turisti, dalle visite alle ricette, come avviene anche nelle altre località di mare abruzzesi, sono a disposizione le guardie mediche e i medici di medicina generale». (p.c.)
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