Niente suolo pubblico al ristorante: il Tar boccia il Comune

RAPINO. Il Tar dà lo stop al Comune. Il tribunale amministrativo ha sospeso l’efficacia del provvedimento con cui l’ente ha respinto la domanda di concessione di suolo pubblico all’attività...
RAPINO. Il Tar dà lo stop al Comune. Il tribunale amministrativo ha sospeso l’efficacia del provvedimento con cui l’ente ha respinto la domanda di concessione di suolo pubblico all’attività commerciale (un noto pub-ristorante) gestita da un residente di Rapino la cui famiglia ha avuto già a che fare con provvedimenti del Comune bocciati dal tribunale.
Una coincidenza che scatena l’indignazione del gruppo d’opposizione capitanato da Carmine Manzi. I giudici Paolo Passoni (presidente), Renata Emma Ianigro e Massimiliano Balloriani ritengono che a un primo accertamento ci siano sufficienti motivi per sospendere il provvedimento comunale e, in attesa di esprimersi nel merito, ordinano all’amministrazione guidata dal sindaco Rocco Micucci «di riesaminare l’istanza, tenuto conto che il provvedimento impugnato non spiega nel dettaglio le ragioni per cui tutte le alternative di occupazione del suolo pubblico proposte non sarebbero compatibili con le ragioni di sicurezza della circolazione veicolare e pedonale opposte».
Il Tar assegna al Comune 10 giorni per ottemperare all’ordinanza. Per Micucci il provvedimento «è giusto» e infatti assicura che «sarà fatto» quanto chiesto dal tribunale. Per la minoranza consiliare, l’amministrazione è riuscita ancora una volta «a essere in controtendenza al principio del buon senso. In un momento storico come questo, dove l’economia stenta a ripartire, proprio quando anche il governo invita i Comuni a derogare al pagamento dell’occupazione di suolo pubblico, il Comune arriva addirittura a negare l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico a una conosciuta attività. Diritti che in qualsiasi altra realtà vengono garantiti senza problemi, a Rapino per alcuni diventano chimera. Il titolare dell’attività è il figlio del dipendente comunale licenziato dalla passata amministrazione Micucci, assolto e reintegrato in servizio dal giudice del lavoro». (a.i.)
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