Niente targa in ricordo di Nassiriya
San Vito Chietino. Il consiglio comunale boccia la proposta di Fratelli d’Italia
SAN VITO CHIETINO. Non sarà installata sotto il portico dell’ex municipio in piazza Garibaldi, la targa in ricordo dei “Caduti di Nassiriya e dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”. L’amministrazione del sindaco Emiliano Bozzelli ha respinto la richiesta fatta con mozione, discussa nell’assemblea civica, dal consigliere di Fratelli d’Italia, Pasquale Bianco. «Vergogna e sdegno per una decisione puramente ideologica e antistorica», attacca il presidente del circolo FdI, Giovanni Olivieri, «il sindaco Bozzelli ha infatti affermato che i carabinieri e militari morti nell’attentato terroristico di Nassiriya non andarono in missione di pace bensì in guerra armata. Il sindaco ignora non solo che in base ai provvedimenti delle Nazioni Unite la “Missione Babilonia” aveva scopi umanitari ma anche che la proposta di delibera era estesa anche al ricordo di tutti i caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace. Il suo è stato un inaccettabile tentativo di revisionismo storico e una decisione che rappresenta uno schiaffo al volto di tutte le vittime civili e militari nonché dell’Arma dei carabinieri, dell’Esercito italiano e dell’Italia intera visto che sono centinaia le amministrazioni comunali, delle più diverse appartenenze politiche, che hanno intitolato a questi martiri strade e piazze e che la “Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace” è legge dal 2009”.
A dire no alla targa anche il presidente del consiglio comunale, Guerriero Giannantonio, e gli altri consiglieri Pd. «Ormai i consiglieri Pd sono completamente appiattiti sulle posizioni della frangia più estremista della maggioranza consiliare», commenta Olivieri che promette battaglia fino in Parlamento. «Comunicheremo quanto accaduto ai vertici dell’Arma dei carabinieri e dell’Esercito e ci rivolgeremo al Parlamento ed alle più alte cariche dello Stato per ottenere il giusto riconoscimento a chi ha perso la vita con il tricolore sul petto in difesa della pace contro il terrorismo internazionale». (t.d.r.)
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