Niente truffa all’assicurazione: assolti in 5

23 Dicembre 2017

Per i giudici era vero un incidente nella zona di Piana Sant’Angelo con l’auto finita in un fossato

SAN SALVO. Vengono tamponati, finiscono in un fossato ma l’assicurazione pensa che si sia trattato di una simulazione e rigetta la richiesta di risarcimento. Non solo. Le vittime dell’incidente finiscono anche in giudizio con l’accusa di truffa. Ci sono voluti due anni e una lunga serie di accertamenti e perizie per dimostrare la verità. Natale ha portato per i cinque indagati, assistiti dagli avvocati Silvia Ranalli e Antonello Cerella, l’assoluzione.
La vicenda iniziò il 15 aprile 2015. L’auto sulla quale viaggiavano L.M, 40 anni, nata in Marocco e residente a San Salvo; H.M., 36 anni, domiciliata a San Salvo così come F.B., 46 anni, A.Z., 40 anni, di San Salvo e G.G., 34 anni, romena residente a San Salvo, fu tamponata in località San Martino nella zona industriale di Piana Sant’Angelo. L’urto fu così forte da mandare la vettura in un fossato. Il proprietario dell’auto presentò la richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa della vettura che li aveva tamponati ma l’assicurazione rifiutò ritenendo che nella ricostruzione della dinamica del sinistro vi fossero delle incongruenze. L’assicurazione invocò accertamenti più approfonditi ipotizzando un sinistro simulato. I cinque feriti vennero indagati per simulazione di reato e truffa dalla Procura di Milano, località in cui la compagnia assicurativa ha sede legale. I periti dell’assicurazione presentano ai magistrati meneghini i risultati della consulenza. A loro giudizio i danni subiti dalla vettura erano incompatibili con l’incidente raccontato dalle presunte vittime. Ma queste non si arresero e tramite i loro legali, gli avvocati, Antonello Cerella e Silvia Ranalli, chiesero e ottennero una perizia di parte. L’esame peritale è stato eseguito da Stefano Moretti. Il consulente ha ricostruito e simulato sul posto un incidente analogo a quello degli indagati. La perizia è stata arricchita con altre ricostruzioni fatte al computer che hanno ribaltato la tesi dell’assicurazione. «Gli elaborati hanno convinto i giudici che hanno assolto i miei clienti», dice l'avvocato Antonello Cerella. (p.c.)
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