Nipote del boss arrestato a Lanciano

Leonardo Marino, vicino alla mafia palermitana, era già detenuto in carcere
LANCIANO. Leonardo Marino, 34 anni, imparentato con esponenti della mafia palermitana, già detenuto nel carcere di Lanciano, ha ricevuto ieri mattina in cella la notifica di un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare da parte dei carabinieri. Il giovane, nipote di Teresa Marino, moglie del capomafia di Porta Nuova Tommaso Lo Presti, è ritenuto dai carabinieri del nucleo investigativo di Palermo il capo dell’associazione che gestiva lo spaccio di droga alla Vucciria.
Ieri mattina, a Palermo, i militari dell’Arma hanno notificato il provvedimento ad altre nove persone, di cui 7 finite in carcere, una agli arresti domiciliari e all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di droga e spaccio di cocaina e crack.
Il procedimento è una seconda tranche dell’indagine culminata ad aprile del 2022 con l’operazione «Porta dei Greci» e colpisce le organizzazioni criminali che operano nel mercato storico della Vucciria che ricade nel mandamento mafioso palermitano di Porta Nuova. L’inchiesta ha documentato come al vertice dell’organizzazione vi fossero persone vicine al mandamento mafioso di Porta Nuova, che si occupavano di importare a Palermo partite di droga da vendere tra le strade della Vucciria. Nelle intercettazioni lo stupefacente veniva indicato come «macchina» o «birra». Nella piazza di spaccio la vendita era organizzata con turni di lavoro e i pusher a fine turno si scambiavano anche il cellulare utilizzato per le prenotazioni. Sono state rilevate tantissime cessioni e tre arresti sono stati eseguiti in flagranza. Gli investigatori hanno individuato e smantellare diverse basi logistiche destinate all’occultamento e alla suddivisione in dosi delle sostanze stupefacenti.
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