No a Baccalà da 2 consiglieri di maggioranza

8 Maggio 2021

Vasto. Respinta la sfiducia al presidente del consiglio comunale, ma il centrosinistra si è diviso

VASTO. Elio Baccalà resta al suo posto, ma nel segreto delle urne spuntano due “franchi tiratori”. Con 13 voti contrari, 9 favorevoli e una scheda bianca, il consiglio comunale ha respinto ieri la mozione delle minoranze per la revoca del presidente, reo secondo i proponenti, di aver portato a conoscenza dell’assise civica una importante delibera della Corte dei Conti sei mesi dopo il suo ricevimento. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto nell’aula consiliare, interrompendo per il termine strettamente necessario, la videoconferenza.
Baccalà è apparso sollevato, ma anche amareggiato. «Ringrazio tutti quelli che hanno votato a mio favore», ha detto subito dopo lo scrutinio con la voce rotta dall’emozione, «credo di aver fatto sempre il mio dovere. Non ho tenuto nascosto nessun documento».
Nel corso del dibattito il presidente del consiglio – stimato da tutti sul piano personale, in quanto ritenuto un “galantuomo” – ha ricevuto la solidarietà dei colleghi della maggioranza, due dei quali, però, lo hanno tradito nel segreto dell’urna. I voti favorevoli alla mozione sono stati 9, uno in più rispetto a quelli dei consiglieri di minoranza presenti (8). E c’è stata anche una scheda bianca. Quindi sono stati due i “franchi tiratori” della maggioranza. Durante la discussione della mozione il sindaco Francesco Menna - che ha manifestato la sua solidarietà a Baccalà - ha parlato di “violenza verbale”. «Non è la prima volta che si mette in atto un tentativo per calpestare le istituzioni», ha detto il primo cittadino durante il suo intervento, «c’è una precisa strategia politica. La lettera della Corte dei Conti è stata portata nei termini di legge. Al presidente del consiglio va la mia totale e incondizionata solidarietà. Sono attacchi offensivi, strumentali e lesivi della dignità».
Di tutt’altro tenore gli interventi delle minoranze, che pur ritenendo Baccalà «inadeguato al ruolo», ne hanno sempre riconosciuto la signorilità. «Non si può tenere una delibera così importante nel cassetto», ha rimarcato Alessandro D’Elisa che insieme ai colleghi Dina Carinci, Marco Gallo, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi, Vincenzo Suriani, Francesco Prospero, Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro, ha firmato la mozione per la revoca. «Nel segreto dell’urna le politiche di dissidio verbale e di scontro con le opposizioni mietono un’altra vittima», è stato il commento a margine del consiglio dei gruppi di minoranza, «Baccalà non ha più la fiducia di tutta la minoranza e da oggi (ieri per chi legge, ndc), anche di due consiglieri di maggioranza. Resta al suo posto con pochi consensi e molta sfiducia intorno».
Interrotto alle 13 subito dopo la votazione della mozione, il consiglio comunale è ripreso nel pomeriggio con la discussione degli altri punti all’ordine del giorno.
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