«No ai tagli per il nostro ospedale»

16 Marzo 2020

Il Comitato in difesa del San Camillo si appella alla Asl: vogliamo tutele

ATESSA. «Va bene che siamo in emergenza e che Atessa non si tira indietro nell’aiutare chi ne ha bisogno, però vorremmo capire se queste decisioni, diverse da quelle che aveva chiesto il sindaco, sono temporanee o definitive». Si unisce al coro delle preoccupazioni sulla sorte dell’ospedale di Atessa il Comitato spontaneo in difesa del territorio che, della battaglia in difesa del San Camillo, ne ha fatto una ragione di vita. La Asl ha emanato la delibera 260 in cui stabilisce in modo perentorio che la struttura ospedaliera di Atessa sia adibita interamente ed esclusivamente a Covid-hospital. «Nelle delibere riguardanti altri presidi Covid le modifiche sono indicate come “temporanee”, mentre per il San Camillo si parla di chiusura e trasferimento presso altri nosocomi. La richiesta del sindaco Giulio Borrelli», afferma il Comitato, «dava la possibilità di sfruttare, per l’emergenza, i soli due piani inutilizzati di ex ortopedia e di ex chirurgia, senza destabilizzare i reparti ancora attivi di medicina e riabilitazione. In sostanza una struttura mista per pazienti Covid e no Covid». La decisione però è stata diversa. «Noi siamo preoccupati per quello che rimarrà dopo», conclude il comitato, «perciò chiediamo che la delibera della Asl venga rivista per rassicurare i cittadini, facendo in modo che, finita l’emergenza, l’ospedale riprenda il suo ruolo potenziato». A Casoli invece i posti letto di ospedale di comunità sono preservati e lasciati a disposizione per assistenza no Covid. Sempre a Casoli saranno trasferiti i pazienti ricoverati in Riabilitazione e Lungodegenza ad Atessa. (m.d.n.)