«No al distretto Asl a Casoli si può usare l’ex Pretura»

6 Aprile 2020

ATESSA. Parte dall’ex sindaco e attuale consigliere comunale, Nicola Cicchitti, una proposta per scongiurare il momentaneo trasferimento del distretto sanitario di base dall’ospedale di Atessa,...

ATESSA. Parte dall’ex sindaco e attuale consigliere comunale, Nicola Cicchitti, una proposta per scongiurare il momentaneo trasferimento del distretto sanitario di base dall’ospedale di Atessa, destinato ad ospitare pazienti infetti dal coronavirus, al presidio di Casoli. «Si potrebbero destinare a tale servizio», afferma Cicchitti, «i due piani inutilizzati della ex Pretura che dispone di ascensore, da riattivare, accesso separato, stanze per gli ambulatori, servizi e parcheggi, dove sarebbe possibile veramente con modiche spese renderlo fruibile per questa fase di emergenza. Al riguardo ci servirebbe l’autorizzazione del presidente del tribunale di Lanciano che sicuramente non esiterà a concederla. In alternativa», dice Cicchitti, «ci sarebbe il secondo piano della seconda ala della scuola media Ciampoli, attualmente inutilizzato. Anch’esso dispone di ascensore, con possibilità di accesso separato e parcheggi, in questo caso servirebbero piccoli lavori».
I consigli di Cicchitti hanno trovato consensi: «Dopo il suggerimento dell’ex sindaco che ringrazio», afferma lpattuale primo cittadino Giulio Borrelli, «ho proposto a tutte le forze politiche atessane, presenti o no in consiglio, di sottoscrivere una lettera al direttore generale della Asl, Thomas Schael, invitandolo a rivedere la sua decisione e a riportare subito in Atessa il distretto sanitario di base. Oggi, mi impegno a parlare con il presidente del tribunale di Lanciano per chiedere l’autorizzazione a concedere un piano di quell’edificio. Se nemmeno questi locali dovessero essere giudicati idonei», prosegue Borrelli, «si passi a valutare altre soluzioni, anche di strutture mobili, che abbiano i requisiti richiesti nei sopralluoghi compiuti, il 16 e 17 marzo, da Schael e dai tecnici della Asl. Non è possibile che il nostro territorio resti, in questa fase emergenziale, senza servizi sanitari essenziali». (m.d.n.)