«No al fascismo, va condannato»

3 Marzo 2021

Guardiagrele, l’Arcigay: sbagliato non revocare la cittadinanza a Mussolini

GUARDIAGRELE. «Il fascismo e tutto ciò che questa esecrabile ideologia porta con sé va profondamente condannato». L’Arcigay di Chieti interviene così sul rifiuto dell’amministrazione Di Prinzio di revocare la cittadinanza onoraria al duce Benito Mussolini. La proposta di ritirare l’onorificenza concessa 97 anni fa era stata presentata dal gruppo Guardiagrele il Bene in Comune, guidato dall’ex sindaco Simone Dal Pozzo, ed è stata bocciata dal consiglio comunale tra le polemiche. «La proposta era affiancata da altre due, quali la promozione della sottoscrizione alla legge di iniziativa popolare contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e l’adesione all’Anagrafe nazionale antifascista», dice l’Arcigay. Anche queste proposte del centrosinistra non sono state approvate dal centrodestra del sindaco Donatello Di Prinzio. «Ci trova sconcertati e sconcertate», dice l’Arcigay, «l’apprendere il rifiuto, da parte della maggioranza dell’amministrazione di Guardiagrele, di voler togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini e di aderire all’iniziativa popolare contro la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo. Il fascismo e tutto ciò che questa esecrabile ideologia porta con sé va profondamente condannata. La storia», prosegue l’Arcigay, «va necessariamente ricordata perché non avvenga più la presa di potere da parte di regimi totalitari e perché le persone uccise durante l’orrendo periodo fascista siano ricordate. Ben differente è ricordare la storia attraverso un riconoscimento cittadino ad una persona che è stata complice di atroci crimini contro l’umanità. Come associazione, che tra i propri valori fondanti ha l’antifascismo, non possiamo che condannare l’accaduto e ribadiamo la necessità di dover eliminare ogni tipo di riferimento alla tradizione fascista presente nel nostro territorio».
La cittadinanza fu concessa con delibera numero 123 dal consiglio comunale riunito il 23 maggio del 1924 sotto la presidenza di Remo della Porta, fratello del celebre poeta Modesto.
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