«No al maxi inceneritore che inquina l’ambiente»

29 Agosto 2015

Il comitato di Nuovo senso civico boccia il progetto dell’impianto da 26 megawatt Il presidente Lanci: una bomba ecologica che minaccia la salute dei lancianesi

LANCIANO. Un maxi impianto da 26 megawatt per la produzione di energia elettrica da combustione, cinque volte più grande della centrale a biomasse di Treglio e che coprirebbe, per estensione degli stabilimenti, due comuni, Lanciano e Sant'Eusanio. E' stato presentato pochi giorni fa e sottoposto all'iter per la Via (valutazione di impatto ambientale) il progetto denominato Piattaforma tecnologica per la generazione e il recupero di energia da combustibili alternativi che ha immediatamente scatenato la preoccupazione dell'associazione Nuovo Senso Civico. «Dietro la roboante e rassicurante definizione - scrive il presidente dell'associazione, Alessandro Lanci - si nasconde in realtà un mega impianto a biomassa/inceneritore da 26 MWt che potrà trattare rifiuti di tutti i tipi compresi quelli tossico-nocivi e speciali per trasformarli in gas (syngas), olio (synoil) e carbone (chair), combustibili che poi verranno bruciati per alimentare 24 ore su 24 una turbina a vapore per la produzione di energia elettrica. L’impianto avrà un’estensione così grande da interessare due Comuni: prevalentemente Lanciano con la Contrada Colle Campitelli, ma anche parte del Comune di Sant’Eusanio del Sangro in località Brecciaio». La ditta proponente è la Camillo Marcantonio sas di Camillo e Nicola Marcantonio. «I lauti introiti economici per gli imprenditori - prosegue l'associazione - sono rappresentati dal conferimento dei rifiuti e dalla vendita agevolata di energia elettrica. I vantaggi per la comunità ospitante (e non consultata) non vengono specificati, probabilmente perché non ne esiste neanche uno. E guarda caso questi progetti vengono astutamente presentati quasi sempre nel mese di agosto, approfittando della sperata disattenzione dovuta a ferie e vacanze estive». Nella presentazione del progetto inoltrata alla Regione Abruzzo si specifica che le «quantità di rifiuto trattate saranno circa 33mila tonnellate all'anno» e che non ci saranno emissioni in atmosfera dato che «la generazione di energia avverrà tramite turbina a vapore, dove il vapore necessario al funzionamento della turbina sarà prodotto in un generatore di vapore associato ad un combustore che utilizzerà il gas di sintesi prodotto in situ da rifiuto invece che il gas naturale». Una spiegazione che però non convince Nsc: «Abbiamo organizzato convegni con esperti di livello internazionale - spiega Lanci - producendo documentazioni scientifiche inoppugnabili che dimostrano come qualsiasi tipo di combustione produca sostanze tossiche, altamente nocive e cancerogene, come diossine, furani e polveri sottili e ultrasottili che nessun filtro potrà mai contenere e impedire che si diffondano in atmosfera intossicando l’aria che respiriamo tutti o che ricadano sui terreni contaminandoli insieme alle produzioni di frutta, verdura e ortaggi». L'obiettivo per Nsc è collaborare fin da ora con le amministrazioni pubbliche per fermare il progetto.