«No al nuovo centro commerciale»

23 Settembre 2017

Ortona. I consiglieri di opposizione Marchegiano e Cauti contro la variante al piano paesistico di via Massari

ORTONA. «No al centro commerciale in via Massari». I consiglieri comunali Giorgio Marchegiano ed Emore Cauti si oppongono al suo insediamento lungo la via alle porte del centro urbano. Tra i punti all’ordine del giorno da discutere nel consiglio comunale di oggi figura una proposta di variante al piano regionale paesistico inerente un terreno in prossimità di via Massari, in località Fonte Grande. Si tratta dell’area antistante il canile comunale dove fino a qualche mese fa c’era un’autofficina. La variante rappresenta l’ultimo atto di pianificazione urbanistica necessario a una società privata per poter insediare in quell’area un supermercato di 1.165 metri quadrati, previo un incremento della superficie edificata di 230 metri quadrati.
«A nostro parere l’intervento in esame presenta numerosecriticità» dichiarano Marchegiano e Cauti. Innanzitutto ritengono ci sia un’inadeguatezza dell’area a ospitare un polo commerciale. «Parte dell’area è interessata dal piano regionale paesistico in quanto costituente area con geologia e geomorfologia sfavorevole da sottoporre a tutela idrogeologica, nonché attraversata da un corso d’acqua», dicono i due consiglieri di minoranza. «In particolare la presenza dell’alveo, così come evidenziato nello studio di fattibilità, al fine di non costituire fattore di rischio impone una costante manutenzione delle sponde del corso d’acqua e di tutta la parte di bacino a monte a spese della collettività». Marchegiano e Cauti evidenziano inoltre problematiche su viabilità e sicurezza degli accessi, poiché «il nuovo insediamento verrebbe a insistere in un crocevia dagli equilibri molto delicati e scenario di numerosi incidenti stradali dovuti alla forte pendenza di via Massari». Sottolineano poi possibili ripercussioni negative sul commercio.
Infine «come incentivo per il perfezionamento della variante la società ha indicato la cessione al Comune di circa 4.900 metri quadrati dei terreni di proprietà coincidenti con l’area tra l’insediamento commerciale e la rotonda affinché sia adibita, sempre a spese della collettività, a parco o ad area ricettiva» dicono. Considerate le difficoltà per il Comune di reperire risorse e l’inidoneità di quell’area ad essere attrattiva, è facile prevedere che la stessa non verrebbe infrastrutturata e resterebbe inutilizzata. Con un vantaggio per la collettività nullo».
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