«No al razzismo e alle discriminazioni»

Lanciano ricorda il 75° anniversario della rivolta di rom e sinti con il gemellato Comune di Laterza
LANCIANO. Lanciano e Laterza unite per dire “no” al razzismo e alle discriminazioni. L’occasione è la cerimonia per il 75° anniversario della rivolta di rom e sinti nel campo di concentramento di Auschwitz, rinviata di qualche giorno a causa del maltempo. E sul Parco delle memorie splende finalmente il sole, come a fare luce ancora una volta sulla “rivolta degli ultimi”, come è stata definita. Il 16 maggio 1944 le Ss decisero di smantellare il campo per famiglie rom e sinte, ma all’ordine di uscire dalle baracche e dirigersi verso le camere a gas in 4mila si ribellarono. Erano uomini, donne e bambini. Chi armato di spranga, chi di bastone. Alcuni raccolsero da terra pietre e calcinacci, altri si gettarono sugli aguzzini a mani nude, fino a che le Ss furono costrette a desistere. Ma è una pagina di storia venuta alla luce solo molti anni più tardi.
Adesso nel Parco delle memorie sorge il primo monumento in Italia dedicato alla Samudaripen, l’olocausto di rom e sinti. È qui che si sono dati appuntamento l’Unione comunità romanès in Italia (Ucri), la sezione Trentino La Barba dell’Anpi Lanciano (presente anche un discendente del martire ottobrino), il Comune di Lanciano e quello gemellato di Laterza. A bordo di un pullman arrivano in 50 fra alunni di elementari e medie, insegnanti e cittadini guidati dal vicesindaco Rocco D’Anzi. Davanti ai gonfaloni dei due Comuni viene deposta una corona di alloro al monumento (dotato di basamento grazie alla Fondazione Mario Spoltore) che ritrae una donna col figlio in braccio e la veste impigliata nel filo spinato, ma lei, fiera, non si ferma.
«È stata una scelta coraggiosa in un momento storico in cui soffia forte un vento di destra», ricorda il sindaco Mario Pupillo, «che riecheggia tragedie e drammi del secondo conflitto mondiale. Il gemellaggio con Laterza è solido e duraturo perché è nel ricordo dell’eccidio di un popolo». «Noi qui oggi ci sentiamo a casa», dice il vicesindaco del Comune della provincia di Taranto che ha dato la cittadinanza onoraria al rom lancianese Santino Spinelli, «questo è un percorso che deve proseguire all’insegna dello scambio e dell’arricchimento, dell’interazione fra cultura e popoli. I diritti non vanno dati per scontati, bisogna continuare ad annaffiare la pianta della democrazia. Ogni volta che la città di Lanciano chiamerà nella lotta al razzismo e alle discriminazioni, Laterza ci sarà».
«Questi due sindaci hanno avuto il coraggio di dire da che parte stanno», sottolinea Concetta Sarachella, presidente dell’Ucri, «bisogna combattere non per i rom, ma con i rom». La cerimonia, intitolata “La memoria nell’arte”, è continuata con numerosi interventi artistici. Gli ospiti laertini hanno pranzato e fatto un giro della città prima della ripartenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

