No al trasferimento Assemblea ad agosto

24 Luglio 2014

CHIETI. Gli studenti del Masci vogliono capire le ragioni del trasferimento al De Sterlich della Colonnetta delle tre sezioni finora ospitate alla succursale nell’ex Seminario. E convocano un’assemble...

CHIETI. Gli studenti del Masci vogliono capire le ragioni del trasferimento al De Sterlich della Colonnetta delle tre sezioni finora ospitate alla succursale nell’ex Seminario. E convocano un’assemblea in Provincia, corso Marrucino, fissata al 4 agosto alle 11. Un gruppo capitanato dal rappresentante di istituto Gaetano Salcuni ha incontrato l’assessore provinciale all’istruzione, Carla Di Biase, che la scorsa settimana aveva dato notizia del trasferimento delle classi allo Scalo motivato da esigenze di bilancio. «Siamo pronti al confronto», spiega Salcuni, «ma al momento non è stata ancora formulata una posizione ufficiale e condivisa tra noi ragazzi». Una posizione definita l’ha presa invece il circolo Pd dello Scalo. «Il problema contingente che scaturisce da questo trasferimento», osserva il segretario Santina Ferrante, «ne evidenzia uno strutturale, molto più radicato e profondo. Si tratta dell’incapacità di fare della nostra città un territorio unico, con infrastrutture adeguate che permettano uno spostamento rapido, in linea con i tempi della modernità». Dopo le polemiche tra Colle e Scalo sul trasferimento da settembre delle tre sezioni, il circolo democratico apre così una riflessione sugli aspetti logistici della scuola teatina. «Il trasferimento», spiega Ferrante, «riapre il problema, più serio e mai risolto, di una difficoltà nello spostamento da una parte all’altra della città. Difficoltà che aumenta notevolmente durante le ore di più intenso traffico. Il trasferimento», osserva poi, «procura alle famiglie e agli studenti interessati perplessità e disagi, che non sono però diverse da quelle che affrontano tanti altri studenti e famiglie che quotidianamente, durante l'anno scolastico, devono spostarsi dalla parte bassa della città verso il Colle». Aggiunge poi il segretario che «permettere a tutti i cittadini di vivere, senza disagi, la bellezza del centro storico con i suoi palazzi e musei e il dinamismo dello Scalo con l’università e il policlinico universitario, sarebbe non solo un atto di civiltà, ma soprattutto un elemento di attrazione per i territori limitrofi e oltre». L’esponente del Pd chiarisce quindi che «creare una profonda sinergia fra lo Scalo e il centro storico ritengo sia un presupposto imprescindibile per lo sviluppo e la crescita economica, sociale e culturale dell'intera città». Per questo, è la conclusione, l’affare del trasferimento sarebbe il sintomo di problemi di identità e coesione tra Colle e Scalo. Se non ci fossero problemi di integrazione e facilità di spostamento tra le due anime della città, «il trasferimento di tre classi da una parte all'altra non sarebbe un problema». (f.b.)