«No alla vendita della Sangritana»

8 Dicembre 2023

Lanciano. La consigliera Bendotti: «La giunta Paolini assiste senza fare nulla»

LANCIANO. «La cessione della Sangritana rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo del territorio e della sua economia ed è l’ennesima conferma dell’immobilismo dell’amministrazione Paolini, che assiste inerme a continue spoliazioni del patrimonio storico, culturale ed economico del suo territorio da parte dei colleghi di coalizione di centrodestra in Regione senza muovere un dito».
La consigliera comunale Dora Bendotti interviene sull’avviso di ricerca da parte di Tua e Regione di un partner industriale privato a cui cedere almeno il 30% del capitale sociale della storica azienda frentana. «Di fatto si tratta di una cessione», sottolinea la consigliera di “Lanciano in comune”, «visto che il privato è destinato a fagocitare tutte le attività in essere della società frentana. Che senso ha un’operazione del genere su un’azienda che è arrivata in pochi anni a 12 milioni di euro di fatturato ed è passata da 57 a 100 dipendenti? Cessioni di questo genere provocano lo svuotamento di uffici e servizi, come accaduto per la sede amministrativa Asl di cui stiamo ancora patendo tutte le tragiche conseguenze. Sangritana è un’azienda su cui invece continuare a investire», afferma Bendotti, «visto che l’Europa stabilisce che il traffico merci in Italia su percorrenze superiori ai 300 chilometri deve arrivare al 30% entro il 20230 e oggi invece siamo a poco più del 10%. È una strada obbligata sulla quale Sangritana dimostra di essere in crescita. Penso al tessuto economico e industriale della Val di Sangro. Sangritana avvicina da anni le merci alle aziende, è capillare su un territorio su cui applica prezzi concorrenziali. Un privato si occuperebbe solo di massimizzare i profitti, tagliando eventuali diseconomie». Bendotti si dice preoccupata per il «silenzio da parte dell’amministrazione e dello stesso sindaco. L'ennesimo mutismo su una operazione scellerata e sulla perdita di un patrimonio presente in città da ben 112 anni. Non se lo merita il territorio e non se lo meritano i lancianesi». (s.so.)