“No gas-no oil”: altra scritta contro trivelle ed elettrodotto

FILETTO. È tornato da Roma nella sua Filetto per usare il terreno di proprietà della famiglia, sulla valle del Dendalo come un lenzuolo, per protestare il no alla centrale di stoccaggio di gas...
FILETTO. È tornato da Roma nella sua Filetto per usare il terreno di proprietà della famiglia, sulla valle del Dendalo come un lenzuolo, per protestare il no alla centrale di stoccaggio di gas naturale della Gas Plus, struttura che sorge proprio a pochi metri sul versante filettese del pendio. È Marco Damiani, laureato in Scienze forestali e professionista nel settore delle energie rinnovabili. Damiani ha falciato l’erba ricavando le scritte “No gas-No oil”, una variante dei crop circles nel grano lunga decine di metri e visibile anche dai satelliti.
«Dedico questo», spiega, «a tutti coloro che credono ancora in una società più sostenibile, pulita e rispettosa del prossimo. “No gas” come no alla centrale di stoccaggio gas di San Martino sulla Marrucina e no ancora», prosegue, «al nuovo megaelettrodotto Villanova-Gissi che collegherà la turbogas di Gissi alla stazione elettrica di Villanova. “No oil”, infine, come no alle nuove trivellazioni in terra e in mare, favorite dal decreto Sblocca Italia». Il giovane tecnico forestale è tra i firmatari del ricorso al Tar contro la centrale di stoccaggio ex Eni, partito due settimane fa e già notificato al ministero dell'Ambiente, che a giugno col decreto 165 diede il via libera al progetto di Gas Plus per l’ampliamento delle cisterne sotterranee già in uso negli anni Settanta all’Ente nazionale idrocarburi, per un’attività che a regime dovrà stoccare nelle viscere della valle del Dendalo 160 milioni di metri cubi di metano da immettere nella rete ad alta pressione verso sud lungo la dorsale adriatica. Damiani è tra gli attivisti del comitato “No stoccaggio gas San Martino” che ha fondato insieme a Mariapaola Di Sebastiano, lanciando subito dopo una raccolta di fondi per fare fronte alla lunga battaglia legale che attende tutti gli oppositori dell’impianto nelle sedi giudiziarie amministrative, fino al Consiglio di Stato.
Lo schieramento anti-stoccaggio comprende anche la Regione e 14 Comuni del comprensorio che con i loro sindaci hanno fatto opposizione al decreto del ministero. «Mi piacerebbe vedere moltiplicate scritte di questo genere sui tanti terreni messi a rischio dal progetto di stoccaggio», racconta Di Sebastiano, «per significare una protesta silenziosa ma determinata che oggi è già condivisa da centinaia di persone sensibili al tema della tutela della nostra natura». (f.b.)
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