«Noi ancora in attesa di visita Asl»

7 Novembre 2020

Paglieta. Il racconto di un padre con il figlio asintomatico: famiglia trattata male

PAGLIETA. È la storia di Andrea Antonelli, libero professionista che vive a Paglieta con moglie e due figli, 18 anni la ragazza e 16 il maschio. Entrambi frequentano la scuola superiore Spaventa di Atessa, dove erano stati riscontrati studenti con Covid-19. Dopo i tamponi, a scuola, il figlio è risultato positivo asintomatico. È da quella comunicazione ricevuta dalla Asl, che per gli Antonelli è iniziata un’odissea. A parlare è Andrea e le sue dichiarazioni sono i pensieri di quanti, come lui, hanno vissuto o vivono la quarantena che lui definisce «un incubo». Padre, mamma e figlia, come da protocollo quando c’è un caso Covid in famiglia, hanno aspettato che effettuassero il tampone a casa, ma poi hanno “violato l’isolamento” per raggiungere il drive in di Atessa e sottoporsi all’esame. «Ci siamo sentiti abbandonati dall’azienda sanitaria», dice Antonelli.
Parole di ringraziamento le spende per il sindaco Enrico Graziani, sempre presente. «Lo ringrazio», continua Andrea, «ci ha fatto sentire la sua vicinanza e ci ha trasmesso il suo calore umano. Graziani mi telefona spesso e mi chiede come può esserci d’aiuto. Una persona speciale è anche un’amica di mia moglie, che ha provveduto a farci la spesa, senza alcuna richiesta da parte nostra. Gli esiti dei tamponi di noi tre sono tutti negativi. Ieri pomeriggio ho invece dovuto “trasgredire” per mio figlio, che aspettava a casa da lunedì, il 118 per il secondo test, ma non si è visto nessuno. La Asl è stata latitante nei nostri riguardi. Dopo che nostro figlio era stato contagiato, ci avevano assicurato che avremmo ricevuto due chiamate al giorno da parte loro, per accertarsi sulle nostre condizioni, ma in particolare sui sintomi di mio figlio. E invece nulla».
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancanza dell’annunciato secondo tampone programmato il 2 novembre scorso. «Alla Asl ho fatto 40 telefonate rimaste mute: volevo sapere quando sarebbero venuti da noi. La loro è disorganizzazione, trasmettono il panico, quando ho chiesto spiegazioni ho ricevuto some risposta: “Siamo in guerra”. Noi che stiamo affrontando per la prima volta questo imprevisto, abbiamo avuto il senso di abbandono. Ho chiamato il numero verde della Regione per il Covid-19 e ho lasciato una segnalazione di lamentela per la latitanza della Asl».
Lunedì sarà il 14° giorno della quarantena, e se anche il tampone del figlio sarà negativo, a casa Antonelli si respirerà un’aria nuova: quella della libertà.
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