«Noi, atleti del nuoto tartassati»

I giovani agonisti attaccano la Teate Servizi, ciascuno di loro rischia di pagare 1.370 l’anno
CHIETI. Hanno resistito a tutto. La passione per lo sport preferito non li ha fatti indietreggiare neppure di fronte all’acqua della piscina diventata verde per la scarsa pulizia dei filtri. Hanno assistito con rabbia anche all'abbandono della squadra da parte degli allenatori perché non pagati da mesi (in concomitanza dei campionati regionali ed italiani).
E sempre per amore del nuoto si sono allenati nella vasca interna piena a metà per incomprensibili motivi tecnici e a interrompere l'attività in vasca olimpionica per alcuni giorni, per la non balneabilità dell'acqua.
Un 2015 difficile per i nuotatori agonisti della piscina comunale che ora, a distanza di un anno dal cambio di gestione dello Stadio del nuoto, passato dalla Teate Splashing alla Teate Servizi, devono fare i conti con altri problemi. Soprattutto di carattere economico. «A quanto pare a Chieti il nuoto deve proprio finire» protestano i nuotatori della città e le loro famiglie «considerate anche le prospettive per il futuro non proprio rosee».
Sì perché allenarsi alla piscina comunale a livello agonistico è diventata roba da ricchi visti i costi proibitivi che hanno caratterizzato il 2016.
«Dopo lunga ed estenuate trattativa, nella seconda metà di settembre, il gestore ha accordato 4 euro per l’entrata di ogni atleta, in attesa della definitiva ed imminente assegnazione degli spazi d'acqua a mezzo bando» fanno sapere i nuotatori «tale somma può apparire modesta, ma pochi sanno (a quanto pare) che il nuoto agonistico prevede allenamenti di due ore ed oltre per sei giorni su sette, che tradotto in cifre corrisponde a 24 euro a settimana per ogni atleta. Ad oggi, in poco meno di un mese, le famiglie hanno versato alla Teate Servizi quasi tremila euro, pari a 104 euro al mese per ciascun nuotatore, oltre alle somme corrisposte ai 2 allenatori ed all'ingresso che sono costretti a pagare»
Nonostante i numerosi incontri con i rappresentati dell’amministrazione comunale e con i vertici della Teate Servizi, a tutt'oggi non si è ancora arrivati alla formale assegnazione degli spazi d'acqua e le famiglie sono costrette a fronteggiare il notevole impegno economico che in alcuni casi deve essere moltiplicato per due o addirittura tre figli.
E il futuro sembra ancora più nero. «Le indiscrezioni sui parametri economici che verranno applicati per la concessione degli spazi d'acqua non sembrano rassicuranti» attaccano i giovani atleti e le famiglie «infatti, si parla di 12 euro a ora per corsia. In pratica con 5 atleti per corsia con due ore di allenamento per sei giorni a settimana abbiamo 125 euro al mese per atleta ossia 1.370 euro a stagione per i soli spazi d'acqua. Mentre con l’altra gestione le famiglie ne pagavano 900». Quasi il doppio.
«Le tante targhe e gli encomi (ricevute da parte dell’assessore Antonio Viola)» concludono «per i risultati ottenuti sono stati solo atti di circostanza, ma così facendo la piscina perderà agonisti e gare sportive».

