«Noi, vittime del telecomando»

La Torrini riceve da Di Vincenzo il “Premio Majano” e racconta le difficoltà di chi ora fa le fiction
CHIETI. Fiorentina, classe 1954, Cinzia TH Torrini ha finalmente ricevuto il premio alla carriera Anton Giulio Majano, quello riscoperto quest’anno dopo ben 12 anni dalla Camera di commercio di Chieti con il presidente Roberto Di Vincenzo, insieme alla “Fondazione Edoardo Tiboni” e alla presidente Carla Tiboni. Impossibile elencare tutti i successi della regista, basti pensare al suo impegno in Elisa di Rivombrosa (2001-2005) e nelle mini serie televisive Anna e Yusef- Un amore senza confini e Sorelle (2016). Non è stata scelta a caso, perché Majano, autore e regista teatino, fu precursore di un modo rivoluzionario di raccontare il romanzo: lo “sceneggiato”, ciò che oggi è diventata la fiction.
E ieri nella sala Cascella della Camera la premiazione. Così il professor Gian Piero Consoli, documentarista e docente di Teoria e tecnica dei linguaggi audiovisivi e Cinema e formazione alla D’Annunzio: «Con il provvidenziale intervento della Camera di commercio il premio Majano è tornato a vivere», un’iniziativa che si inserisce in Chieti Città d’Arte, il progetto dell’ente camerale per il rilancio della città. Nel corso dell’appuntamento non possono mancare le rievocazioni dei successi rivoluzionari di Majano, quelli sistematizzati nell’ultimo libro del giornalista Mario Gerosa, ieri presente, dal titolo “Antonio Majano. Il regista dei due mondi”. Ma la protagonista resta la Torrini, a raccontare il suo primo incontro con lei il giornalista Claudio Trionfera, storico de Il Tempo e ieri in prima fila: «La conobbi nell’82, scrissi una recensione del suo film Giocare d’Azzardo, che non fu troppo benevola. Cinzia mi chiamò chiedendomi se l’avessi visto bene. In ogni caso nacque un’amicizia che dura fino ad oggi». Poi il mondo televisivo, così la regista: «Siamo vittime del telecomando e la televisione vuole tempi veloci. Sono contraria a troppo ritmo, per raccontare le emozioni bisogna avere il tempo di catturare le reazioni». E continua la diatriba cinema contro tivù: «Si usava dire, almeno un tempo: se un attore può essere visto in tivù, che vado a fare al cinema? Ma alcuni attori non hanno visto la televisione come un limite: penso a Sabrina Ferilli, a Michele Placido e a Stefania Sandrelli». Majano, insomma, ha anticipato quello che è diventato un format dei nostri tempi. E come dice Gerosa: «È stato un precursore, un artista a tutto tondo. Mentre lui è rimasto “italiano”, la Torrini si apre a una dimensione internazionale, ma proseguendo nello stesso lavoro: una continuità fondamentale». Poi l’anteprima del promo di Sorelle, che uscirà su Rai 1 il prossimo anno, ambientato a Matera, a guardarlo c’è anche l’assessore Emilia De Matteo. Saltano agli occhi Anna Valle e Loretta Goggi: quest’ultima recitò nel ’68 nella Freccia Nera, uno degli sceneggiati più fortunati di Majano. Una coincidenza? Forse no. «Ma perché Matera, per Sorelle?» chiede Consoli alla Turrini. E lei: «Quell’atmosfera fra i “sassi”, dove un tempo albergava la povertà e riscoperti solo negli anni ’80, mi ha rievocato la serie Twin Peaks. Mi sono detta: questa volta voglio farla all’italiana».

