«Noi volontari Aido e Adisco lottiamo per le donazioni»

CHIETI. Sono terminate venerdì le tre giornate organizzate dalla sezione provinciale dell’Aido (Associazione italiana donatori di organi) per incentivare la pratica della donazione. La sezione...
CHIETI. Sono terminate venerdì le tre giornate organizzate dalla sezione provinciale dell’Aido (Associazione italiana donatori di organi) per incentivare la pratica della donazione. La sezione teatina dell’Aido, presieduta da Giuliano Simone, si muove al massimo delle proprie capacità per organizzare incontri che facciano capire che donare significa salvare una vita. «Nelle tre giornate che abbiamo organizzato negli ospedali», spiega Nicola Alessandrini, Aido di Lanciano, «abbiamo cercato di sensibilizzare e formare il personale sanitario. La nostra associazione permette anche di portare a termine corsi on line, accessibili sul sito Aido, riconosciuti e certificati. In questo caso abbiamo organizzato tre incontri portati a termine con l’aiuto di esperti, come la psicologa Sara Mascarin, che ha cercato di spiegare quale dovrebbe essere il corretto approccio con i familiari di un probabile donatore che stanno vivendo un momento di comprensibile tragedia». «Noi volontari facciamo di tutto per accrescere la cultura della donazione ma, nonostante i nostri sforzi, restiamo pur sempre semplici volontari». Queste parole sono invece di una donna che ha dedicato la vita alla causa della donazione, in particolare a quella del cordone ombelicale: Carla Panzino, iscritta Aido e soprattutto presidente regionale Adisco (Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale). «Le associazioni di volontariato devono essere sostenute almeno un minimo. Per quanto riguarda il cordone ombelicale, devo purtroppo rilevare che negli ultimi anni abbiamo assistito a una flessione nella donazione». Il volontariato ha sempre motori in moto ma si scontra con muri che sembrano insormontabili, «come il fatto che all’ospedale di Chieti, al contrario di quanto avviene in altri centri della provincia, non si può donare il cordone ombelicale». (a.i.)

