Nominato il commissario Rosa Il prefetto: aiutiamo il Comune

L’ex presidente dell’Ordine dei commercialisti teatini: «Preparo il documento da portare in aula» Il sindaco Ferrara: «Situazione delicata, la messa in liquidazione di Teateservizi ha causato ritardi»
CHIETI . È accaduto anche in passato che i bilanci venissero approvati in ritardo, ma un commissario ad acta inviato dalla prefettura non era mai arrivato. Non era, però, neanche mai successo che la Procura chiedesse il fallimento della Teateservizi, la società pubblica che si occupa delle riscossioni, attualmente in liquidazione, i cui dati sono quindi fondamentali per la redazione del bilancio consuntivo che il Comune non è riuscito ad approvare nei tempi. E così, sforato l’ultimatum del 5 luglio, il prefetto Armando Forgione ha incaricato un professionista per sostituirsi alla giunta e lavorare al conto consuntivo. La scelta è ricaduta su Filippo Rosa, ex presidente dell’Ordine dei commercialisti di Chieti.
IL COMMISSARIO
Rosa ha accettato subito l’incarico. Ieri, in tarda mattinata, è salito al primo piano dell’ex Banca d’Italia per un primo formale incontro con il segretario generale Celestina Labbadia. Informalmente ha anche visto il dirigente delle finanze Franco Rispoli. «Ho dato subito la mia disponibilità al prefetto», dice il commercialista teatino, «il mio compito è preparare un documento validato pronto per andare in consiglio comunale. Questo presuppone che vengano prima definiti i residui, che compongono la parte più importante del rendiconto. Per arrivare alla definizione della situazione economica e patrimoniale dell’ente - vale a dire il rendiconto - bisogna che ogni ufficio certifichi quali sono i propri residui attivi e passivi al 31 dicembre». Alcuni uffici hanno già prodotto queste informazioni, manca l’ufficio che gestisce i tributi e che si riferisce direttamente a Teateservizi. Ma sembra che entro una settimana possano arrivare anche i dati che non sono stati non ancora forniti. A quel punto ci sarà il quadro definitivo, che però deve essere comprensivo del parere dei revisori dei conti. Una volta che tutti i tasselli andranno al loro posto, Rosa potrà sostituirsi alla giunta per firmare lo schema di rendiconto. Dalle prime informazioni ottenute ieri mattina, il commissario si dice ottimista e pensa di poter concludere il suo incarico anche prima dei 30 giorni assegnati dal prefetto.
IL PREFETTO
Forgione ha firmato ieri mattina il decreto di nomina del commissario. «L’adozione di questa misura non è altro che un modo per aiutare il Comune», dice prendendo le distanze dalla polemica politica che si è scatenata sulla scelta. «L’ente ci ha rappresentato le difficoltà in cui si trovava», continua, «e quando siamo di fronte a queste situazioni, ci sono per fortuna degli strumenti da poter utilizzare, come l’invio di un commissario ad acta. E questo abbiamo fatto. L’intento della prefettura era mettere a disposizione del Comune un professionista che potesse aiutarlo a risolvere il problema. Abbiamo anche assegnato un termine di trenta giorni, che è più ampio dei quindici o venti giorni che si concedono solitamente, proprio per consentire di fare tutto come si deve».
IL SINDACO E LA GIUNTA
Il sindaco Diego Ferrara (a casa con il Covid) e la sua giunta spiegano che il problema è dovuto allo stato di liquidazione di Teateservizi. «A fronte del lavoro fatto dal settore finanziario in questi mesi», dicono, «siamo sempre stati consapevoli che avrebbe potuto presentarsi tale eventualità, per la complessità e la mole dei dati che abbiamo dovuto verificare e incamerare e soprattutto per lo stato di liquidazione di Teateservizi. Sosteniamo quanto deciso dal prefetto, non solo perché conosciamo la lungimiranza e l’attenzione con cui segue la nostra azione per il risanamento dei conti del Comune, ma anche perché tale scelta dimostra l’enorme e delicata complessità della situazione finanziaria ereditata. Era prevedibile che la scelta di mettere in liquidazione Teateservizi esercitata dall’ex amministratore unico inficiasse anche la composizione del rendiconto. A rendere ulteriormente complesso il rispetto dei tempi, è stata la diffusa mancanza di personale in tutti i settori dell’ente».
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