«Non accetto ricatti, ma pronto a trattare»

CHIETI. «Personalmente non accetto ricatti da nessuno, ben che meno utilizzando la squadra della mia città a cui tengo in maniera sfrenata. Al presidente Pomponi auguro le migliori fortune, ma se...
CHIETI. «Personalmente non accetto ricatti da nessuno, ben che meno utilizzando la squadra della mia città a cui tengo in maniera sfrenata. Al presidente Pomponi auguro le migliori fortune, ma se vuole avere un rapporto con il Comune è fondamentale che ognuno rispetti le regole». Il sindaco Umberto Di Primio è furente sul “caso” Angelini che presenta un prato erboso indecente e che aspetta, da mesi, di essere preso in gestione dalla Chieti calcio del neo presidente Giorgio Pomponi. Un vero vulcano di passione e di idee che, però, sembrano cozzare ogni volta con gli indirizzi politici di palazzo d’Achille. Non è così per Di Primio che rompe il silenzio dopo aver incassato diversi attacchi nelle ultime ore.
«Forse il presidente Pomponi era abituato a trattare con altro tipo di amministratori. Io sono di parola e non tollero» ammonisce Di Primio «che si utilizzi la squadra e la città di cui sono il primo tifoso da sempre per mettermi con le spalle al muro. Questo non lo consentirò mai nessuno». Preso fiato il sindaco riconosce all’attuale società, comunque, la bontà del lavoro svolto finora e il salvataggio estivo della compagine neroverde malgrado la situazione debitoria, davvero importante, ereditata. «A Pomponi ed al suo entourage auguro il meglio possibile dal punto di vista sportivo perché, in tal caso, si farebbe il bene» dice Di Primio «del Chieti e di Chieti in un periodo storico in cui sempre meno imprenditori investono nello sport. E’ fondamentale precisare, però, che bisogna cambiare registro per avere un rapporto proficuo con il Comune». Un concetto che vale soprattutto per la questione della gestione dello stadio Angelini. «Ho concesso la massima apertura possibile a Pomponi ed alla società dando mandato agli uffici comunali di studiare la convenzione migliore, sia chiaro, per la collettività teatina. Lo stadio Angelini non è del sindaco»riprende Di Primio «ma di tutti e bisogna attenersi a delle prescrizioni normative che non ho fatto io. Sento in giro richieste di gestioni ventennali che sono davvero difficili da concretizzare per strutture pubbliche come lo è l’Angelini. Ciononostante mi prodigherò per andare in contro, nel rispetto delle regole, alle aspettative della società Chieti calcio». Di conseguenza il sindaco tende la mano alla società del patron Pomponi. «Rimettiamo la palla al centro e facciamo finta che non sia successo niente. Usando un termine calcistico siamo zero a zero. Adesso sediamoci a tavolino e vediamo il da farsi».
Resta lo stato pietoso del manto erboso dell’Angelini. «La preparazione estiva della squadra non ha di certo aiutato il prato. Per il resto» chiosa Di Primio «mi auguro che la squadra resti a Chieti. Sarebbe assurdo e paradossale vederla giocare altrove».
Jari Orsini

