Non c’è il medico, diabetologia resta chiusa fino a metà mese

6 Marzo 2021

Il professionista trasferito momentaneamente a Chieti: le attività potrebbero riprendere dal 15 marzo L’avviso davanti all’ambulatorio dell’ospedale: «Cause indipendenti da noi, ci scusiamo per il disagio» 

ORTONA . Una comunicazione all’ingresso dell’ambulatorio avvisa dello stop alle attività per almeno due settimane. La diabetologia ad Ortona si ferma, con grave disagio per l’utenza a cui si rivolge. «Si comunica che almeno fino al 13 marzo l’ambulatorio di diabetologia resterà chiuso per cause indipendenti dalla nostra volontà. Ci scusiamo per il disagio e invitiamo i pazienti a ricontattarci dopo il 15 marzo». Questo è l’avviso riportato nel presidio ospedaliero di Ortona.
Il motivo dell’interruzione del servizio va ricondotto al trasferimento momentaneo a Chieti del medico che cura l’ambulatorio del Bernabeo. Questo non permette di portare avanti l’attività e, come si evince dalla stessa comunicazione, crea problemi alle persone che necessitano delle cure e dei servizi stessi. Attività che riguardano non solo l’aspetto puramente sanitario, ma anche adempimenti di tipo burocratico legati a questa malattia.
Lo stop è previsto per un’altra settimana, visto che si parla di chiusura «almeno fino al 13 marzo». Tanto tempo se si considera che l’avviso è datato primo marzo e quindi il servizio è stato interrotto già da qualche giorno. Cosa accadrà dopo quella data al momento non è possibile saperlo. L’ambulatorio dovrebbe riaprire, ma di certezze ce ne sono poche. Nel frattempo però tutto questo non può non creare problematiche, visto che l’utenza a cui si rivolge il centro al secondo piano dell’ospedale Bernabeo riguarda non solo Ortona ma l’intero comprensorio.
La chiusura arriva a distanza di qualche giorno da quando, a seguito delle polemiche per i servizi al distretto sanitario di Ortona, il Comune rendeva noto che dopo aver avuto interlocuzioni istituzionali, è emerso il probabile arrivo al distretto sanitario di un diabetologo, oltre che di un fisiatra.
Il sindaco Leo Castiglione aveva ribadito la necessità di investire sul distretto soprattutto in termini di risorse umane andando a sostituire il personale che va in pensione in previsione di criticità anche su altri servizi. «La nostra attenzione», aggiungeva il sindaco, «sarà sempre alta sui servizi rivolti ai cittadini». Proprio per questo aveva invocato investimenti anche sull’ospedale, dove «la sua vocazione chirurgica viaggia a ritmi ridotti per mancanza di anestesisti».
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