Non ci fu abuso per i locali-scuola: assolti in quattro

VASTO. Erano accusati di aver trasformato un magazzino in scuola per l’infanzia cambiando la destinazione d’uso dei locali e in assenza del permesso a costruire. Ieri sono stati tutti assolti con la...
VASTO. Erano accusati di aver trasformato un magazzino in scuola per l’infanzia cambiando la destinazione d’uso dei locali e in assenza del permesso a costruire. Ieri sono stati tutti assolti con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Fine dell’incubo durato tre anni per l’architetto Michele D’Annunzio, ex dirigente del Comune di Vasto; Barbara Zappacosta, legale rappresentante della ditta committente delle opere; William Ciccarone, progettista e direttore dei lavori e il ragionier Emilio Racciatti, proprietario dell’immobile finito al centro delle contestazioni. A difendere gli imputati sono stati gli avvocati Angela Pennetta, Giuseppe Gileno e Dario Mancino. Venti le parti civili rappresentate dagli avvocato Mosè Ferretti e Aurora Mancini. La sentenza è stata emessa dal collegio formato dai giudici Bruno Giangiacomo, Stefania Izzi e Michela Iannetta. I giudici sono stati in camera di consiglio per 2 ore e mezza. Racciatti, Zappacosta e Ciccarone erano accusati di violazioni edilizie per aver “in concorso tra di loro e in assenza di permesso a costruire, eseguito lavori di ristrutturazione edilizia consistenti nel cambio di destinazione d’uso, trasformando un locale ubicato al piano terra di via Euripide, da magazzino a scuola per l’infanzia”. A D’Annunzio era contestato il reato di abuso in atto d’ufficio, per aver rilasciato il permesso a costruire in violazione delle norme. Il pm aveva chiesto l’assoluzione per Zappacosta e Racciatti perché non si sarebbero resi conto dell’abuso, e la condanna a un anno per D’Annunzio e un anno e due mesi per Ciccarone. La vicenda era partita da due esposti del Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia-An. (p.c.)
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