«Non ci fu omissione di soccorso»
Omicidio Tiberio: assolti figlia e nipote dell’anziana morta in casa
LANCIANO. Non c’è stata omissione di soccorso: Maria Michela Salvatore e il figlio Giovanni Rizzolo,entrambi di Lanciano, sono stati assolti con formula piena dall’accusa di non aver prestato soccorso a Elda Tiberio, madre della prima e nonna del secondo, che morì nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2012 dopo essere stata picchiata dall’altro figlio, Carmine Antonio Salvatore, finito a processo per omicidio volontario. Figlia e nipote dell’anziana finirono sotto processo per non aver chiamato subito il 118 quando videro la donna insanguinata.
Nell’aprile 2014, nel processo con rito abbreviato, Carmine Antonio Salvatore fu assolto dall’accusa di aver ucciso la madre -le aveva sferrato un pugno e dei colpi perché si sarebbe rifiutata di mangiare- poiché ritenuto incapace di intendere e volere. Fu la perizia poi a dimostrare che non c’era neanche il nesso causale tra le lesioni, che sarebbero state causate dalle percosse, e il decesso della 93enne, che sarebbe invece sopravvenuto per ischemia coronarica. La Tiberio morì per i problemi cardiaci di cui soffriva, le botte sarebbero state solo una concausa.
Il procedimento per la Salvatore e il figlio era ancora aperto. Secondo la Procura i due familiari, la notte dell’omicidio, non chiamarono subito il 118 quando soccorsero la donna. La medicarono e la rimisero a letto. Un comportamento che, come dimostrato dal legale dei due, l’avvvocato Massimiliano Sichetti, sarebbe seguito alla richiesta dell’anziana, che avrebbe detto alla figlia e al nipote di non volere andare in ospedale per medicarsi. (t.d.r.)
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