«Non depotenziate il policlinico»

26 Giugno 2022

L’appello del Comitato cittadino alla giunta: «Servizi e cliniche vanno difese»

CHIETI. C'è anche il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti tra le associazioni teatine che faranno sentire la propria voce, sebbene in maniera indiretta, nel consiglio comunale straordinario sulla sanità convocato per domani mattina.
Le associazioni non possono intervenire direttamente in consiglio comunale, ma possono affidare una nota perché sia letta nell'assise civica. E il comitato coordinato da Giampiero Perrotti lo ha fatto, decidendo di scendere in campo per "difendere" il policlinico. Il comitato lancia innanzitutto un appello ai consiglieri comunali «a mettere da parte le casacche dei rispettivi schieramenti partitici, a superare le divisioni ideologiche e le sterili polemiche da campagna elettorale per trovare una linea comune, in difesa della nostra collettività e delle sue esigenze che nel campo della sanità si identificano con quelle di un più ampio territorio». Il tema al centro dell'intervento del comitato di Perrotti è quello del depotenziamento dell'ospedale teatino, soprattutto se dovessero passare le osservazioni ministeriali al piano regionale ospedaliero che prevede quattro Dea di 1° livello, comprese le strutture che attengono alle discipline più complesse, per Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo, e nessun Dea di 2° livello. Per Dea di 2° livello si intende un ospedale con standard qualitativi e assistenziali più alti di quelli dell'attuale presidio sanitario che invece si può classificare come Dea di 1° livello. «Stando a voci trapelate o messe in giro ad arte», dice il Comitato, «il Dea di 2° livello dovrebbe essere portato a Pescara, con conseguente ridimensionamento di fatto degli altri ospedali». Il Comitato ricorda come la precedente giunta regionale, con delibera del 27 maggio 2017, avesse previsto un Dea funzionale di 2° livello che doveva nascere dall'integrazione dei presidi ospedalieri di Chieti e Pescara.
Ma il progetto è rimasto solo sulla carta. «Se quanto temuto dovesse verificarsi, verrebbe messa a grave rischio la permanenza delle cliniche universitarie al Santissima Annunziata. E le stesse cliniche universitarie finirebbero col prendere la strada dell'ospedale pescarese», con una serie di ripercussioni a cascata, fino ad arrivare, dice il Comitato, al trasferimento a Pescara dell'ateneo. (a.i.)
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