«Non fu stalking contro la ex»: duemila euro di ammenda
LANCIANO. Non c’è stato stalking nei confronti della ex compagna, si è trattato bensì di minacce, ingiurie e molestie telefoniche punite adesso con una ammenda di 2mila euro. È la sentenza emessa...
LANCIANO. Non c’è stato stalking nei confronti della ex compagna, si è trattato bensì di minacce, ingiurie e molestie telefoniche punite adesso con una ammenda di 2mila euro. È la sentenza emessa dal giudice Andre Belli nei confronti di M.F., 41 anni, di Barletta, che nell’ottobre 2015 fu posto agli arresti domiciliari con l’accusa di stalking. Per la Procura, sulla base delle indagini fatte dal commissariato di polizia di Lanciano, l’uomo, che non si rassegnava alla fine della relazione con una 31enne frentana, dal dicembre 2014 al settembre 2015 l’avrebbe pedinata con insistenza e tempestata di sms e telefonate, minacciandola di morte. Voleva tornare con lei ma aveva scelto il metodo peggiore con telefonate incessanti e pedinamenti che hanno portato la donna a denunciarlo più volte. A processo è emerso da parte dell’accusa, sostenuta dalla Procura e per la parte offesa dall’avvocato Consuelo Di Martino, che M.F. minacciava e molestava la donna.
Le telefonava trenta volte al giorno, le inviava decine di sms intimandole di rispondere e la minacciava ripetutamente di morte. Non solo, su Facebook aveva pubblicato una foto che li ritraeva insieme mentre si baciavano con intento minatorio essendo lei ormai coniugata. Negli sms che le inviava descriveva cosa indossava e dove era per dimostrarle che la pedinava. Una vera e propria ossessione. Invece la difesa di M.F. ha dimostrato che il 41enne non era uno stalker, tanto che il giudice Belli ha derubricato il reato in minacce, ingiurie e molestie telefoniche, condannandolo a una pena pecuniaria di 2mila euro e al risarcimento danni da quantificare in separata sede. Il giudice ha inoltre rinviato gli atti in Procura perché si proceda per diffamazione contro il 41enne. (t.d.r.)
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