«Non ha offeso l’Islam», tifoso assolto
LANCIANO. Non ha offeso l’Islam. D.C., 43 anni, operaio di Carpineto Sinello, è stato assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, dal giudice del tribunale di Lanciano, Andrea Belli....
LANCIANO. Non ha offeso l’Islam. D.C., 43 anni, operaio di Carpineto Sinello, è stato assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, dal giudice del tribunale di Lanciano, Andrea Belli. Per l’uomo cade così l’accusa di offesa al sentimento religioso, nello specifico all’Islam. L’uomo era finito a processo perché nel febbraio 2014, al temine della partita Lanciano-Latina allo stadio Biondi, dinanzi ad alcuni tifosi rossoneri si rese protagonista di un video, che divenne poi subito virale su Youtube e Facebook, dal titolo “Odio il kebab e il ramadan”. Nel video il tifoso inneggiava, con cori da stadio, alla carne di maiale, alla birra rifiutando il kebab e il ramadan. L’operaio, fin da subito, aveva dichiarato che la sua era stata un’iniziativa goliardica, ma la Procura frentana non gli ha creduto e ha chiesto il processo.
Per l’accusa la canzone era offensiva e lesiva di una confessione religiosa. Si è arrivati al processo per vilipendio all’Islam. Processo chiuso in due udienze perché il difensore dell’uomo, l’avvocato Nicola Chieffo del foro di Vasto, ha chiesto il rito abbreviato. «Si è chiuso il processo con l’assoluzione piena», commenta l’avvocato Chieffo, «perché non c’era offesa né dolo, ovvero l’intenzione di offendere. Era chiaramente un coro goliardico. Certo, non proprio “pulito” ed elegante, ma non c’era alcuna intenzione di ledere nessun credo religioso. Non ci sono state, infatti, nemmeno parti civili nel processo. Anche per questo ho chiesto il giudizio abbreviato, sulla base degli atti e dei documenti, tra cui il video stesso, che dura 25 secondi, in cui è evidente che non c’era intenzione di offendere alcun credo religioso». L’operaio rischiava un’ammenda fino a cinquemila euro. (t.d.r.)

