Non pagano e minacciano il pizzaiolo

12 Luglio 2021

Famiglia rom si siede al tavolo e pretende di mangiare gratis: «Ti sparo in bocca e brucio il locale». Indagine dei carabinieri

LANCIANO. Non ha ceduto all’ennesima angheria di chi si voleva sedere al tavolo a mangiare ma senza pagare. Il suo rifiuto ha scatenato una reazione violenta con tanto di minacce di mettere fuoco alla pizzeria. Ma il titolare non si è lasciato intimorire e ha denunciato tutto ai carabinieri. Sono in corso le indagini su quanto accaduto venerdì sera nella pizzeria Napulè di Villa Andreoli.
Alle 22.30 si sono presentati in quattro, tre adulti, tra cui una donna, e un minorenne, e si sono seduti a un tavolo all’esterno del locale. Riconoscendo fra essi la persona che più di una volta, in compagnia anche di familiari, non aveva pagato il conto, il titolare, Andrea Stella, li ha invitati ad andarsene. «Dalla porta gli ho fatto cenno con la mano di andarsene, che non avrei portato niente», racconta il commerciante, «di scatto si è alzato ed è venuto dentro. Ha iniziato a sbattere i pugni sui tavoli e a minacciare a turno me, il mio socio e il pizzaiolo: “Vi sparo in bocca”, “vi brucio la pizzeria”. Nel locale c’erano ancora dei clienti, che si sono affrettati a terminare il pasto e sono andati via». La scenata è durata più di dieci minuti ed è stata registrata dalla videosorveglianza del locale. Il titolare ha chiamato subito i carabinieri, ma nel frattempo i quattro si sono dileguati. «A parte che a quell’ora la cucina è in chiusura», spiega il titolare di Napulè, «ma dopo i precedenti di mancati pagamenti, ho deciso proprio di dire basta. Non faccio beneficenza, non so neanche come sono riuscito a mantenermi a galla dopo 9 mesi di lockdown, non posso accettare che ci sia gente che col sopruso viene a mangiare nel mio locale e non paghi». Del resto non era la prima volta. «Appena abbiamo aperto, un paio di anni fa, sono venuti, hanno mangiato e pagato il conto», racconta Stella, «ma è il modus operandi di queste persone, sapevo che dalla volta successiva non avrebbero più pagato. E così è stato. “Te li porto domani” e quei soldi non li ho mai visti. È successo anche l’estate scorsa, si sono alzati e stavano andando via senza pagare, ho chiamato i carabinieri e li ho cacciati». Poi sono arrivati il lockdown e mesi di chiusura forzata. Adesso che il problema si è ripresentato, Stella non intende più piegare la testa: «Spero che la mia azione dia coraggio a tutti gli altri ristoratori e commercianti danneggiati», dice, «faccio da ariete per far sì che gli altri prendano coraggio e denuncino queste angherie. Ma non voglio che il mio gesto venga strumentalizzato dalla politica. Lavoriamo onestamente e quindi chi viene nel nostro locale, si siede e mangia, poi deve pagare, come fanno tutti». I carabinieri di Lanciano, diretti dal maggiore Vincenzo Orlando, stanno vagliando le immagini della videosorveglianza e nei prossimi giorni sentiranno i testimoni.