«Non possono morire 200 anni di cultura»

30 Settembre 2018

L’attore teatino Perrotta: il nostro Teatro ha un impegno civile e può generare un prezioso indotto

CHIETI. «La cultura è l’unica soluzione per una comunità alla deriva. Senza cultura, un Paese non può esistere. Per questo, il Marrucino non deve chiudere: deve continuare il suo percorso. Questo Teatro ha un impegno civile». A dirlo è l’attore teatino Federico Perrotta che, ieri, ha partecipato alla manifestazione in difesa del Teatro ormai chiuso per mancanza di fondi. Per Perrotta, attore e teatino, quel portone sbarrato fa male due volte: «Mi dispiace tantissimo», dice, «questo è il biglietto da visita della nostra città: è un pezzo di storia lungo 200 anni. Per me è come se una fidanzata di lungo corso mi lasciasse all’improvviso e senza un motivo. Chieti», continua Perrotta, «dovrebbe far vanto della propria cultura e, invece, succedono queste cose». L’attore, che il 29 agosto scorso ha portato in scena la commedia “Nerone vs Petronio. La cena segreta del Satyricon” alle Terme romane, lancia un appello alla politica: «La politica non può essere sorda, le istituzioni devono prendersi una responsabilità e rispondere a questa chiamata. Anche perché», sottolinea, «l’indotto economico generato dalla cultura può crescere ancora. Il mio invito, quindi, è a smuoversi: il Marrucino deve vivere». (p.l.)