«Non ritiro la denuncia a Leuci»
La donna accoltellata dà mandato al legale: accuse all’ex anche per stalking
VASTO. Michela Potenza non ci sta. Il pentimento dell’ex compagno Francesco Leuci, 54 anni, che domenica l’ha accoltellata in piazza Rossetti, non serve a farle ritirare la denuncia. «Ho avuto tanta paura», ha ripetuto la 58enne dando mandato all’avvocato Elisa Pastorelli di rappresentarla. La penalista conosce bene la storia di Michela. È lo stesso legale che il 18 aprile dello scorso anno si occupò di una denuncia per aggressione presentata dalla donna dopo un ricovero in ospedale con tre costole rotte.
«Non era la prima volta che mi chiedeva aiuto ma poi non ha mai avuto la forza di andare avanti. Il 18 aprile 2015 la prognosi fu addirittura di 30 giorni, maggiore quindi della prognosi di 20 giorni pronunciata questa volta dai medici del reparto di chirurgia dopo l’intervento», ricorda l’avvocato Pastorelli. Dopo la nomina il legale ha intenzione di depositare una memoria in Procura. E non solo per violenza, maltrattamenti e tentato omicidio ma anche per stalking.
«Leuci riempiva la mia cliente di messaggi. Non tutti erano teneri. Di sicuro erano pressanti. Non solo. La mattina in cui ha tentato di accoltellare Michela Potenza, Francesco Leuci si era attaccato dalle 9 al campanello di casa della donna», ricorda il legale. Alle 11 l’ha poi ritrovata in piazza Rossetti. Prima avrebbe finto di volersi uccidere, poi davanti all’ennesimo rifiuto di Michela l’ha colpita ad una spalla trapassando il polmone. «Michela Potenza deve essere difesa e protetta. Ha sopportato un vero e proprio calvario. Francesco Leuci non deve più poter riavvicinarsi a lei», chiede la difesa della vittima.
L’avvocato Alessandro Margiotta, difensore di Francesco Leuci, afferma invece che il suo cliente è depresso. Il legale pare abbia intenzione di chiedere alla magistratura vastese, alla quale sono stati rimessi gli atti, una perizia medica. Per il momento l’uomo è ancora nel carcere di Pescara, guardato a vista nel timore che possa fare del male a se stesso. (p.c.)
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