«Non smantellate il campo Esposito: è storia della città»

10 Maggio 2019

LANCIANO. «Villa delle Rose va riqualificata ma il campo Esposito non va tolto». Sono il consigliere comunale Gabriele Di Bucchianico (Lanciano al centro) e il coordinatore cittadino della Lega,...

LANCIANO. «Villa delle Rose va riqualificata ma il campo Esposito non va tolto». Sono il consigliere comunale Gabriele Di Bucchianico (Lanciano al centro) e il coordinatore cittadino della Lega, Fausto Memmo, a intervenire sullo smantellamento dell’Esposito dopo le proteste sollevate da dirigenti, genitori e nonni che accompagnano ogni giorno i propri figli e nipoti a giocare sul campo di calcio di Villa delle Rose. Il rettangolo di gioco sarà eliminato perché dovrà fare posto all’arena per gli spettacoli all’aperto, come previsto nel progetto del Central park Valente. Il sindaco Mario Pupillo ha già detto che il campo sarà sostituito da quello che si sta per realizzare a Re di Coppe per quanto riguarda le squadre più grandi, mentre il Di Meco, a Santa Rita, sarà destinato ai più piccoli. Il problema sollevato da dirigenti e genitori è sugli spazi, perché Re di Coppe e il Di Meco non sono omologati per accogliere tutte le categorie, ma soprattutto è un problema sociale, perché verrà meno un punto di aggregazione nel cuore della città, un “centro che sta già morendo”.
«L’unico campo sportivo in pieno centro capace di creare attrazione e sinergie economiche», dice Di Bucchianico, «che unisce giovani e meno giovani, verrà smantellato. Avremmo preferito leggere che nella riqualificazione di “Villa delle Rose” ci fosse anche il campo “Esposito”, invece ancora una volta assistiamo a scelte estemporanee, non condivise. Avrebbero fatto meglio ad incontrare gli addetti ai lavori, le società, le famiglie e condividere questa scelta. Ci opporremo perché questa scelta sbagliata non vada avanti. Ci chiediamo anche cosa pensa l’assessore allo sport, già a corto di strutture sportive, di questa scelta».
Anche per Fausto Memmo, coordinatore della Lega, il campo non va tolto. «Ogni giorno circa 300 tra bambini e ragazzi frequentano il campo, rivitalizzando uno spazio in pieno centro che, a tutt’oggi, appare tristemente abbandonato all’incuria», dice Memmo. «L’Esposito, “la pista”, è da sempre il cuore della Lanciano sportiva, a partire dal 1920, quando la Virtus vi disputò il suo primo campionato. Le opere pubbliche da realizzare non possono prescindere dalla volontà dei cittadini. Siamo favorevoli a un progetto di riqualificazione dell’area ma con il riposizionamento del campo sportivo perché eliminarlo significa rimuovere un pezzo di storia alla nostra città». (t.d.r.)
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