Lanciano

Non soccorse un cane, veterinario sotto accusa

25 Aprile 2026

Per il dirigente della Asl Lanciano Vasto Chieti è stata chiesta la messa alla prova

LANCIANO. Per due ore un cane, gravemente ferito, rimase invano in attesa dell’intervento del veterinario Asl chiamato dai cittadini e dal Comune; solo con l’arrivo dei carabinieri forestali l’animale ricevette le cure necessarie, ma arrivarono troppo tardi e morì. Con l’accusa di maltrattamento di animali è finito davanti al giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi, dirigente medico veterinario in servizio nella Asl Lanciano Vasto Chieti e presunto responsabile dell’omesso soccorso.

Il veterinario, rappresentato dall’avvocato Luigi Colomba del foro di Vasto, ha chiesto la messa alla prova che sarà valutata, in base al programma Uepe (Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna) da presentare per i lavori di pubblica utilità, nell’udienza fissata a settembre. La Lega Italiana dei Diritti dell’Animale (Lida), Sezione di Ortona, si è costituita parte civile, rappresentata dall’avvocato Peppino Polidori. I fatti risalgono al pomeriggio del 15 giugno 2023, in contrada Villa Elce, quando alcuni cittadini videro un cane in condizioni disperate e chiesero l’intervento urgente dei servizi veterinari Asl 02 tramite la polizia Locale e il Comune.

«Secondo quanto emerge dagli atti, nonostante le ripetute richieste di intervento, il veterinario Asl di turno si sarebbe rifiutato di intervenire», riporta Lida, «sostenendo che si trattasse di un “cane di quartiere” e avrebbe detto ai cittadini di provvedere autonomamente alle cure, anche tramite una colletta. Solo grazie all’intervento dei carabinieri forestali di Lanciano, guidati dal maresciallo Massimiliano Borrelli, l’animale fu soccorso, portato al canile sanitario di Lanciano per le prime cure e poi trasferito d’urgenza alla clinica veterinaria dell’Università di Teramo dove nonostante l’intervento chirurgico, morì».

Per Lida, al cane potevano essere evitate le ore di sofferenza e agonia se il veterinario fosse intervenuto come previsto dalla legge. «Non siamo di fronte a una semplice omissione», sostiene l’associazione, «ma a una grave violazione dei doveri di pubblico ufficiale del dirigente veterinario Asl che deve garantire il soccorso agli animali vaganti. Un comportamento gravissimo sul piano umano e professionale».

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