Non solo ospedale Covid «Vogliamo tutti i reparti»

28 Maggio 2020

Atessa. Mozione dell’opposizione consiliare per l’accesso ai fondi dell’emergenza «Al San Camillo tornino i servizi trasferiti altrove: bisogna solo creare doppi percorsi» 

ATESSA. Oltre a quella del sindaco Giulio Borrelli è stata presentata in consiglio comunale un’altra mozione firmata dai consiglieri comunali di LiberAtessa: Sara Cappellone, Nicola Cicchitti e Vincenzo Pellegrini, e di Progetto Atessa: Carmine Fioriti. Con la mozione i consiglieri di minoranza impegnano il consiglio affinché chieda alla Regione di inserire all’interno della rete degli ospedali Covid-19, il presidio ospedaliero di Atessa al fine di intercettare tutti i fondi necessari per la realizzazione e l’adeguamento del San Camillo per ospitare i malati sia paucisintomatici sia gravi, come previsto dal progetto della direzione generale presentato lo scorso 2 maggio.
«Dopo l’approvazione della rete degli ospedali Covid», affermano i consiglieri di minoranza «da parte del ministero della Salute, occorre che la Regione continui a sostenere il riconoscimento all’interno della rete ospedaliera regionale dell’ospedale di Atessa come presidio dotato di tutti i servizi oltre ai reparti di medicina-lungodegenza e della riabilitazione».
Per i consiglieri di minoranza il progetto di investimento deve prevedere il doppio percorso per tutte le attività del distretto sanitario di base del poliambulatorio e delle attività diagnostiche oggi trasferite, in modo da poter essere attivi anche durante l’emergenza Vovid, compreso il pronto soccorso. Quali sono i servizi cui fanno riferimento i affermano i consiglieri di LiberAtessa e Progetto Atessa? «Chiediamo di riportare l’attività di D-surgery al fine di mettere a disposizione degli ospedali di riferimento di Lanciano e Vasto le sale operatorie attrezzate anche di terapia intensiva. Al San Camillo devono essere previste anche attività specialistiche ambulatoriali e diagnostiche di qualità al servizio del territorio e capaci di far vivere il nostro presidio così come, importante, è l’assunzione di specialisti ambulatoriali sfruttando i fondi del decreto rilancio da assegnare al San Camillo».
I consiglieri di minoranza prima affermano che Atessa «ha fornito un notevole contributo alla lotta alla pandemia da coronavirus», e poi «ringraziamo il personale dell’ospedale San Camillo che ha svolto altrove la propria mansione oltre a coloro che sono rimasti o destinati ad Atessa «che continua a sacrificarsi nell’espletamento dei propri compiti. Un ringraziamento va anche agli imprenditori locali e i privati cittadini che hanno contribuito ad aggiornare e modernizzare il San Camillo anche in previsione del ruolo che dovrà svolgere in futuro».
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